
Dopo i fuochi di artificio a cui abbiamo assistito nel fine settimana, la giornata di ieri, non ha mostrato la medesima volatilità osservata in chiusura di ottava, ma ha evidenziato una fase di congestione iniziale seguita da una correzione dei movimenti iniziati venerdì. Wall Street però ha tenuto, confermando il segno più, mentre il dollaro si è fermato sui primi supporti chiave, e ha rimbalzato qualche decina di pips da ieri. Wall Street ha chiuso con il Dow Jones a + 0.1% mentre il’S&P 500 ha fatto registrare un +0.18% mentre il Nasdaq lo 0.3%. A contribuire alla tenuta, le crescenti aspettative per la fine della campagna di rialzo del costo del denaro da parte della Fed, unitamente al calo dei rendimenti dei titoli di Stato. Sul fronte dati, ieri i Pmi hanno mostrato numeri contrastanti con risultati peggiori in Italia e Francia e migliori in Germania e Spagna, mentre anche nel Regno Unito sembrano peggiorare.
RBA ALZA IL COSTO DEL DENARO AL 4.35%.
La Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi di 25 punti base questa notte portandoli al 4.35%, dopo una pausa di 4 riunioni in cui li aveva lasciati invariati al 4.10%. Si tratta del livello più alto dal 2011, e del tredicesimo aumento dei tassi a partire dal Maggio 2022. L’inflazione ancora morde il freno e rimane più alta delle aspettative, in relazione ad un aumento persistente dei prezzi dei servizi. La previsione è che l’indice dei prezzi rimanga al 3.5% entro la fine del 2024 e che ritorni al 2% solo nel 2025. Il nuovo Governatore Michelle Bullock ha annunciato nuovi inasprimenti del costo del denaro, anche se naturalmente dovranno essere i dati a fornire un quadro preciso della situazione. AudUsd ha perso terreno, in linea con il rafforzamento generale del dollaro americano dopo la discesa di venerdì scorso. Ci avviciniamo ai livelli di swing più importanti di supporto posizionati in area 0.6400.
VALUTE.
L’Euro, e le altre valute che avevano beneficiato del calo del dollaro, hanno iniziato una correzione che per ora si è tradotta in un movimento compreso tra i 50 e i 100 pips a seconda delle diverse coppie valutarie. EurUsd in area 1.0700, a ridosso del supporto chiave di 1.0670 che, se violato aprirebbe la strada ad una possibile accelerazione verso 1.0610 15, mentre al rialzo, solo il superamento di 1.0760 70 andrebbe a spingeree il cambio su livelli vicini anche a 1.1000. Il Cable invece corregge maggiormente, quasi 100 pips dai massimi, e fatica a riprendere quota anche per via di un’EurGbp che ha tenuto i primi supporti a 0.8640 rimbalzando sul livello di precedente breakout. Possibili ulteriori approfondimenti del ‘ Cable al ribasso. UsdJpy in correzione sopra 150.00, in assenza di grande impulsività però ma anche in tenuta dei supporti per via dell’assenza assordante della Boj. Si ha la sensazione che il mercato aspetti la banca centrale giapponese prima di scatenarsi sulla valuta giapponese, ma per ora non li abbia ancora trovati. Ciò che tecnicamente va osservato ora sono i livelli di resistenza che il dollaro troverà inevitabilmente sulla sua strada per capire quali saranno quelli in cui il mercato invertirà nuovamente a favore delle divise concorrenti. La correlazione inversa con i listini azionari potrebbe aiutare e considerato il fatto che i listini dopo aver testato le resistenze chiave potrebbero anche scendere, non aiuta i venditori di dollari, almeno per ora. Sul fronte macroeconomico ci aspettiamo oggi la produzione industriale tedesca, attesa in caso su base annua del 2.7%, importante per comprendere lo stato di salute dell’economia teutonica. Ma anche il dato sul mercato immobiliare inglese, appare come significativo in un contesto di tassi alti, mentre nel pomeriggio attenzione al trade balance Usa e Canada. Parleranno, per inciso, anche alcuni funzionari della Fed, tra cui Barr e Waller. Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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