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Situazione disperata: il Governo batte colpi solo per il proprio potere

Situazione disperata che non promette e che, nonostante il governo ci dica che stanno prendendo provvedimenti più o meno miracolistici, non sembra che al momento abbia vie d’uscita. Non tanto perché i provvedimenti economici che dovrebbero essere approvati sono insufficienti, ma perchè gli stessi sembra che vadano nella direzione sbagliata. Tutta la manovra in corso ha un problema: si basa sull’aumento del debito pubblico e le spese parziali di rientro (molto parziale) non sembrano essere credibili. Ne citiamo alcune: 
– la vendita di Ita-Airways a Lufthansa, tutta in alto mare e con la pesante eredità sfascista di Alitalia;

di Vincenzo Donvito | 22 Ottobre 2023

Tra i vari barometri per allertarci sulla situazione del nostro Paese, oggi ce ne sono due significativi. 
Il primo è un’indagine Eurostat da cui si evince che l’Italia (dati 2022) è l’unico, tra i grandi Paesi europei (Francia Germania e Spagna) in cui il 63% delle famiglie ha difficoltà a far tornare i conti (la media europea è del 45,5%).
Il secondo è uno studio della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) sulla burocrazia nella pubblica amministrazione (PA), che provocherebbe un danno di 184 miliardi l’anno, più del doppio dell’evasione fiscale (84,4 miliardi, dati Mef).

Situazione disperata che non promette e che, nonostante il governo ci dica che stanno prendendo provvedimenti più o meno miracolistici, non sembra che al momento abbia vie d’uscita. Non tanto perché i provvedimenti economici che dovrebbero essere approvati sono insufficienti, ma perchè gli stessi sembra che vadano nella direzione sbagliata. Tutta la manovra in corso ha un problema: si basa sull’aumento del debito pubblico e le spese parziali di rientro (molto parziale) non sembrano essere credibili. Ne citiamo alcune: 
– la vendita di Ita-Airways a Lufthansa, tutta in alto mare e con la pesante eredità sfascista di Alitalia;
– aumento della natalità per avere maggiori contribuenti in futuro che colmino i buchi che vengono fatti ora e nei prossimi anni. Aumento che dovrebbe interessare le famiglie perché si danno un po’ di soldi per fare figli che, complessivamente, costeranno loro almeno cinquanta volte in più;
– le minori spese per la gestione del governo e l’aumento delle accise sui tabacchi.

Quand’anche qualcuno abbia elementi per prendere sul serio questi introiti, non sembrano proprio all’altezza della situazione, visto che porterebbero a confermare (con tendenza al peggioramento) l’attuale situazione. Ma i barometri che abbiamo citato ci dicono che il galleggiamento in corso non può che portare all’annegamento, e quindi si tratta di andare oltre il galleggiamento.

Il problema centrale è ovviamente politico. Occorrerebbe andare oltre le attuali rendite di posizione, nel pubblico quanto nel privato: le liberalizzazioni mancate o finte sono il principale ostacolo. Occorrerebbe non governare per mantenere e procrastinare il proprio potere, ma nell’esclusivo interesse pubblico… metodo a cui non giova la marcata, discriminante e arrogante caratterizzazione ideologica del governo in carica. Ci stavamo provando coi governi precedenti a guida di Mario Draghi, ma si è preferito farsi illudere da tribuni piazzaioli. E non è questione di destra, sinistra o centro, ma di capacità e dedizione al bene pubblico che non a quello della propria ideologia.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, conti, debito pubblico, draghi, francia, francia germania, futuro, germania, governo, liberalizzazioni, manovra, mare, mario draghi, paesi europei, provvedimenti, soldi, spagna

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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