
La destra a Grosseto ha voluto, prima, intitolare una strada al fucilatore di partigiani Giorgio Almirante, e ieri, a Lucca, ha bocciato l’intitolazione di una strada a Sandro Pertini comandante partigiano e presidente della Repubblica.
Di fronte a queste provocazioni fasciste tanto gravi la risposta giusta è la mobilitazione popolare: le forze democratiche organizzino, in Toscana, a Lucca, una grande manifestazione antifascista a difesa dei valori della Resistenza e dell’onore e del prestigio del un presidente Sandro Pertini.
Nel 1960, all’epoca del governo Tambroni sostenuto dai fascisti, il popolo di Genova si ribellò all’idea che il Movimento Sociale tenesse il suo secondo congresso nella città medaglia d’oro della Resistenza.
Alla manifestazione dello sciopero, proclamato dalla Camera del lavoro della città, parlò Sandro Pertini di fronte a una folla sterminata.
Le sue parole indicano a noi democratici e antifascisti la strada giusta per rialzare la testa.
“Dinanzi a queste provocazioni -diceva Sandro Pertini- dinanzi a queste discriminazioni, la folla non poteva che scendere in piazza, unita nella protesta, né potevamo noi non unirci ad essa per dire no come una volta al fascismo e difendere la memoria dei nostri morti, riaffermando i valori della Resistenza. Questi valori, che resteranno finché durerà in Italia una Repubblica democratica sono: la libertà, esigenza inalienabile dello spirito umano, senza distinzione di partito, di provenienza, di fede. Poi la giustizia sociale, che completa e rafforza la libertà, l’amore di Patria, che non conosce le follie imperialistiche e le aberrazioni nazionalistiche, quell’amore di Patria che ispira la solidarietà per le Patrie altrui.
“La Resistenza -continuava il partigiano Pertini- ha voluto queste cose e questi valori, ha rialzato le glorie del nostro nuovamente libero paese dopo vent’anni di degradazione subita da coloro che ora vorrebbero riapparire alla ribalta, tracotanti come un tempo. La Resistenza ha spazzato coloro che parlando in nome della Patria, della Patria furono i terribili nemici perché l’hanno avvilita con la dittatura, l’hanno offesa trasformandola in una galera, l’hanno degradata trascinandola in una guerra suicida, l’hanno tradita vendendola allo straniero. Noi, oggi qui, riaffermiamo questi principi e questo amor di patria.”
E ancora:
Oggi le provocazioni fasciste sono possibili e sono protette perché i fascisti sono nuovamente al governo, si sentono partito di governo, si sentono nuovamente sfiorati dalla gloria del potere, mentre nessuno tra i responsabili, mostra di ricordare che se non vi fosse stata la lotta di Liberazione, l’Italia, prostrata, venduta, soggetta all’invasione, patirebbe ancora oggi delle conseguenze di una guerra infame e di una sconfitta senza attenuanti, mentre fu proprio la Resistenza a recuperare al Paese una posizione dignitosa e libera tra le nazioni.”
E concludeva:
“Siamo decisi a difendere la Resistenza ad impedire che ad essa si rechi oltraggio.
Difenderemo la Resistenza per la pace dei nostri morti e per l’avvenire dei nostri vivi.”
Quelle di Pertini sono parole attuali.
Per questo non reagire con fermezza sarebbe un segno di viltà e di accettazione della precisa volontà dei neofascisti di stravolgere la storia e abbattere i valori e i simboli della lotta antifascista che ha reso possibile la Repubblica democratica.
A mio avviso, la risposta è di organizzare nella città una grande manifestazione pacifica e democratica.
Enrico Rossi

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