
Probabilmente la scelta di colpire prima della partita Belgio-Svezia ( sospesa quando si è diffusa la notizia che il terrorista era diretto verso lo stadio Heysel e poi annullata per il rifiuto dei giocatori ospiti di tornare in campo) non è casuale.
Anzi, si tratta di una decisione mirata, perché la Svezia è considerata da tempo un “nemico” per i musulmani a causa delle decisioni dei tribunali svedesi sulla libertà di bruciare il Corano, il libro sacro dell’Islam.
In realtà la tensione tra il mondo islamico e la Svezia è salita alle stelle la scorsa primavera, quando un verdetto della Corte Suprema ha annullato la decisione della polizia di vietare di bruciare il Corano in pubblico.
Lo scorso settembre, sulla scorta di questa sentenza, un cittadino ha bruciato il testo sacro di fronte alla moschea di Soedermalm, a Stoccolma.
A gennaio un giornalista legato all’estrema destra aveva bruciato una copia del Corano nei pressi dell’ambasciata turca a Stoccolma. A inizio settembre 2023 a Malmoe, nel sud della Svezia, diverse copie del Corano sono state bruciate, provocando la reazione di molte persone di fede musulmana.
A confermare l’avversione contro la Svezia è stato lo stesso presunto terrorista di Bruxelles nei video postati subito dopo l’attentato.
I due tifosi svedesi, dunque, non sono vittime casuali del terrorista di Bruxelles, ma si tratta di obiettivi cercati e raggiunti.
L’ attentato di Bruxelles significa chiaramente guerra santa e dunque la guerra in Medio Oriente lanciata da Hamas ha si spiegazioni storiche e politiche ma alla fine dei conti è una guerra di religione : dall’ Iran e non solo si levano appelli a tutti gli islamici di combattere i nemici ovunque si trovino.
L’ ennesima sfida del mondo musulmano integralista al resto del mondo, soprattutto occidentale .
Daniela Piesco

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