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In morte di un’era…

Con la scomparsa di Silvio Berlusconi quel granitico ed ideologico fronte antiberlusconiano che aveva -con le tutte le più amare esagerazioni- segnato una stagione; inesorabilmente, diviso l’elettorato in pro o contro il prestigioso inquilino di Arcore e sorretto un “malato” bipolarismo, verrà necessariamente meno e ciò darà la stura a novità eclatanti, soprattutto a sinistra.

di Daniele Marchetti | 14 Giugno 2023
Milano – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai funerali di Stato di Silvio Berlusconi, oggi 14 giugno 2023. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Niente sarà più come prima! Se n’è andato il leader politico italiano certamente più influente dell’ultimo quarto di secolo. Lui, che, con la sua irriverente discesa in campo, aveva cambiato il volto e l’essenza stessa alla politica nostrana è destinato a sconvolgere nuovamente tutto con la sua dipartenza.

Non è questione di carisma o di fascino politico che il Cav aveva da vendere, quanto proprio di assetto del quadro politico.

Con la morte di Silvio Berlusconi quel granitico ed ideologico fronte antiberlusconiano che aveva -con le tutte le più amare esagerazioni- segnato una stagione; inesorabilmente, diviso l’elettorato in pro o contro il prestigioso inquilino di Arcore e sorretto un “malato” bipolarismo, verrà necessariamente meno e ciò darà la stura a novità eclatanti, soprattutto a sinistra.

Non è una cosa di domani, sicuramente. Ma con la prospettiva del prossimo voto europeo, certamente, sì.

Si dirà: un fronte muore; l’antiberlusconismo, ed uno sorge; l’antimelonismo, quindi niente cambierà. L’equazione è culturalmente e politicamente impropria: Meloni è la destra e come tale ininfluente sull’elettorato di sinistra. Berlusconi no! Berlusconi rappresentava il sogno della classe media, un faro per quel popolo moderato che aveva deciso le sorti dell’Italia dalla sua fondazione come

Repubblica. Quel popolo che la “gioiosa macchina da guerra” occhettiana pensava di aver messo a tacere come il pentapartito con tangentopoli.

Dunque lesa maestà; quindi, lotta senza quartiere!

Questo è stato Berlusconi: un meteorite che ha cambiato l’asse di rotazione alla politica italiana. Come sarà -c’è da scommetterci- la sua dipartita: altra bomba nucleare su un Nazareno traballante dopo la batosta amministrativa.  

Con la dipartita del Presidente azzurro si potrebbero creare quelle condizioni, fino ad oggi impossibili, per una ricomposizione di quel sentimento culturale e identitario di centro capace di assecondare le tante insofferenze tenute sino ad oggi sopite nei vari schieramenti dall’impossibilità di alternativa visto che al centro c’era Berlusconi e non vi era spazio per alcuno (Renzi docet!).

Questo non significherà necessariamente un rischio per l’esecutivo Meloni, sebbene l’8% di Forza Italia sia decisivo per le sorti del Governo. Anzi!

L’apertura sulle riforme costituzionali registrata dal Premier sul cosiddetto “premierato” potrebbe divenire una argomento forte di sintonia tra il Governo ed un nuovo aggregamento moderato: fulcro di un futuro centro nel quale potrebbero confluire l’ala DEM di Lorenzo Guerini dato in piena ebollizione la sonora sconfitta alle recenti amministrative, i malpancisti di Graziano Del Rio, i cattolici di Pierluigi Castagnetti (Beppe Fioroni ha già lasciato) ma anche, sul fronte opposto, Noi con l’Italia e altre frange azzurre oltre ovviamente i renziani e gli azionisti di Carlo Calenda.

Centro che, a livello europeo, potrebbe anche confluire nel PPE e creare le condizioni per un governo di continuità tra Roma e Bruxelles.

Insomma una convergenza di più interessi politici liberati proprio dalla partenza di Silvio Berlusconi che, anche di lassù, tornerebbe a fare un nuovo sgambetto ad una sinistra già abbondantemente claudicante.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : SituazioneTag: berlusconi, bipolarismo, bruxelles, futuro, governo, guerini, italia, la stampa, meloni, milano, politica italiana, presidente della repubblica, presidenza della repubblica, renzi, repubblica, riforme, roma, silvio berlusconi

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    14 Giugno 2023 alle 21:50

    Ha seminato tante certezze … per raccogliere illusioni buone per il paese dei balocchi.

    Rispondi

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