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Da Firenze parta una protesta forte affinché le atrocità in Iran abbiano fine

La proposta di Marco Mayer alla luce del gemellaggio tra Firenze e la splendida città iraniana di Esfahan: da Firenze, dal suo primo cittadino Dario Nardella parta una protesta forte affinché in Iran cessino le atrocità!

di Marco Mayer | 6 Gennaio 2023
Una veduta di Esfahan, la Firenze iraniana (en:User:Arad, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Nel 1998 due illustri fiorentini, Lamberto Dini (Ministro degli Esteri)  e Mario Primicerio (sindaco), lanciarono il gemellaggio tra Firenze e la spendida città iraniana di Esfahan. 

L’idea maturò in preparazione della visita in Italia del Presidente Muhammed  Kathami. Era  una fase in cui le cancellerie speravano in una svolta moderata e riformista in Iran. 

Purtroppo l’apertura durò solo qualche anno e le speranze furono deluse. 

Pochi giorni fa il 3 gennaio 2023 il tribunale  Zahedan ha condannato a morte un  altro giovane manifestante iraniano: Mansour Dehmordeh, 22 anni,  di etnia belucia, disabile. 

Il giovane ha confessato di aver “lanciato pietre e dato fuoco a una gomma”, ma il giudice avrebbe risposto “chiunque protesti contro il governo di Khamenei sarà condannato a morte”. 

Ora basta! La vivace e numerosa   comunità iraniana di Firenze (con il supporto di + Europa e dei radicali italiani) sta raccogliendo le firme perché Palazzo Vecchio dia  maggiore incisività alle sue azioni di solidarietà verso le donne iraniane. 

Non sarebbe male se anche tutte  le altre forze politiche fiorentine si muovessero di più: non é mai troppo tardi. 

Anche a livello livello nazionale  Giorgia Meloni e Antonio Tajani potrebbero tentare qualche passo più incisivo sul piano diplomatico, possibilmente in una cornice europea. La  la gravità è la rilevanza  delle relazioni militari tra Teheran e Mosca  merita una maggiore attenzione dei media e  dell’ opinione pubblica europea.

In questa drammatica situzione chi può agire con maggiore libertà é il sindaco di Firenze. 

La prima idea che mi viene in mente é molto impegnativa e dirimente. 

Dario Nardella potrebbe iniziare uno sciopero della fame per ottenere innanzitutto la sospensione di tutte le condanne a morte nonché la liberazione dei prigionieri politici. 

Possono esserci altre ipotesi di protesta  da esplorare e magari da condurre insieme ai tanti sindaci europei che  stimano il sindaco di Firenze. 

Certo la protesta deve essere molto forte per attrarre sul dramma iraniano l’attenzione dell’Europa e del mondo. 

In questo inizio dell’anno 2023 Dario Nardella ha la straordinaria opportunità di seguire le orme di alcuni dei suoi predecessori. 

Penso innanzitutto a Giorgio la Pira e tra le sue tante iniziative internazionali agli straordinari “Colloqui Mediterranei” un dialogo inedito  tra la sponda nord ela  sponda sud del Mediterraneo. 

Ma voglio  ricordare anche un sindaco troppo spesso dimenticato:  Elio Gabbuggiani. 

Grande fu il suo sostegno e la sua vicinanza con Elena Bonner, moglie dello scienziato   Andrej Sacharov, il fisico russo cui le autorità sovietiche impedirono di ritirare il Premio  Nobel per la pace. 

Ma come non ricordare che Elio Gabbuggiani sindaco del PCI – nel   non esitò a realizzare  nel 1979 (nonostante le resistenze nel suo partito)     in  Palazzo Vecchio un Convegno Internazionale sul Dissenso nei Paesi dell’Est, che ebbe risonanza mondiale.  

Non so in quale forma, ma sono certo che Dario Nardella, fara’  di tutto perché Firenze riscopra la sua vocazione migliore e l’Italia intera si mobiliti  per premiare il coraggio delle donne e di tutto   popolo iraniano  che da ben quattro mesi scendono in piazza e rischiano la vita per la libertà.  In una  circostanza politica eccezionale  come questa  la realpolitik deve passare in secondo piano.

Marco Mayer 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, dini, europa, fiorentini, firenze, governo, iran, italia, meloni, mondo, nardella, opinione pubblica, palazzo vecchio, radicali, sciopero, sostegno

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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