
“Non mancate!!!”
Scusa in che senso? “Eh che non puoi mancare!” Perché non posso mancare? “Eh, perché diremo e faremo vedere cose interessanti, belle, esclusive”.
E per questo mi inviti caldamente anzi quasi mi comandi, mi imponi, mi ingiungi di “non mancare”?
Non so a voi, ma a me se una conduttrice, un conduttore, alla televisione, alla radio, alla dove volete voi mi dice “Non mancate!” è la volta che decido di mancare. Libero di stare, libero di mancare.
“Non mancate!”. Ma stiamo scherzando? A me dici non mancare? Ma chi sei? E perché mi ingiungi di “non mancare”? Cosa potrei perdermi di imperdibile per non mancare? E se poi manco, cosa mi fai? A parte che se manco alla tua diretta o registrata posso sempre registrare o andare in rete. Quindi ti posso mancare da una parte e recuperarti dall’altra. Basta che non mi dica di “non mancare” perché altrimenti ti manco da tutte le parti anche se mi mandi il link per posta certificata.
Non so a voi, ma a me quando sento in televisione, alla radio, al telefono, al tablet, al pc, a teatro, al cinema, per strada, in chiesa, al circolo, al bar, in terrazza “non mancare” ho una reazione di immediata irritazione epidermica e mesencefalica.
Cerco di esplorare in tutta fretta i motivi per i quali non dovrei effettivamente mancare. E non ne trovo. Cerco di vedere se non ho di meglio da fare e di accontentare il più che implorante conduttore, la più che verbalmente insistente conduttrice. Purtroppo, spesso ho di meglio da fare.
Non so voi, ma io spesso mi chiedo: questi che ci dicono “Non mancate” a loro volta “non mancano” mai? E dicendo “non mancate!” sanno che enunciano un imperativo? Imperativo a me? Non mi suona bene. Mi piacerebbe sicuramente di più un “vocativo”.
Tipo: “Oh, tu, oh voi, che siete lì in salotto o in cucina, che siete a letto o in auto, sul divano o in piedi al supermercato ma con le cuffie, se non avete di meglio da fare e naturalmente sol se vi aggrada, noi siamo qui.
Non vi promettiamo facile biada, ma cercheremo di parlarvi come soffice rugiada. Vedete voi, ovviamente liberamente, se non avete di meglio e di stringente. Noi ci saremo anche prossimamente”.
Sarà una frase un po’ lunga per la parola relativa di radio e tivù, ma sicuramente meno imperativa e volendo lietamente lenitiva.
“Non mancate!”?
Ma non scherziamo!
Fabrizio Binacchi

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