Il prezzo del gas, con le ripercussioni negative sulle imprese e sulle famiglie, sta diventando la prima preoccupazione di ogni italiano .
Se il prezzo non scende, si ipotizzano già provvedimenti di razionamento di luce e gas alle imprese da parte del governo che uscirà fuori dalle elezioni politiche. In barba alle rosee previsioni che nell’immediato post pandemia davano il Pil a + 6% e agli sforzi del governo di unità nazionale che stava recependo nel migliore dei modi le risorse finanziarie del PNRR.
Un prezzo del gas in Europa che è andato fuori controllo negli ultimi mesi: si è passati da 27 euro a megawattora di un anno fa a circa 90 euro della primavera 2022 agli oltre 330 euro della settimana scorsa.
Occorre quindi una soluzione immediata, pena la chiusura di molte aziende produttive, licenziamenti e nuovi drammatici scenari.
E occorrerà un nuovo piano europeo di aiuti all’ economia di ogni Paese membro, sulla falsariga del “ Recovery Fund “.
Nel frattempo il Governo potrebbe applicare ciò che le normative europee già prevedono sulla applicazione dell’ora legale tutto l’anno.
Ne gioverebbe ogni famiglia italiana, e senza alcun costo per lo Stato.
Un po’ di dati.
Terna (azienda italiana che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica) ci dice che nei 7 mesi in cui è in vigore l’ora legale (ovvero dal 27 marzo al 30 ottobre), l’Italia risparmia oltre 190 milioni di euro.
Questo soprattutto grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 420 milioni di kilowattora. Per intenderci, stiamo parlando di un risparmio che equivale al fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie.
Se consideriamo il minor consumo di energia dovuto all’ora legale, dal 2004 al 2021 l’Italia ha risparmiato complessivamente circa 10,5 miliardi di kilowattora: in termini economici, stiamo parlando di un risparmio per i cittadini di oltre 1,8 miliardi di euro.
II passaggio permanente all’ora legale consentirebbe di guadagnare un’ora di luce e calore solare ogni giorno e, considerati gli attuali prezzi del gas, determinerebbe nel nostro Paese risparmi sui consumi di energia stimabili in circa 1 miliardo di euro solo nel primo biennio.
Non sarebbe l’ora che il mondo politico, per una volta, dimostrasse un minimo di maturità e trovasse l’accordo su questa misura di buon senso ?
Qualcuno , ne siamo certi, tornerebbe ad avere un po’ più di fiducia e la democrazia ne uscirebbe rafforzata.
Francesco Carbini

Lascia un commento