Scrivo nel giorno antecedente all’election day.
Dunque non conosco il risultato e neppure se si raggiungerà il quorum. Come sappiamo, indispensabile.
Ma qualche riflessione va fatta.
Come tutti i cittadini aventi diritto al voto dovrebbero fare per esercitare il loro diritto dovere, mi sono documentata leggendo con attenzione i cinque quesiti. Confesso che non è stato facile per chi, come me, non ha competenze e fondamentali giuridici.
Ma di una cosa sono certa. Comunque sia devo andare alle urne per esprimere il mio parere, giusto o sbagliato che sia. A votare ci si va. Punto. Per qualsiasi competizione elettorale amministrativa, politica, o in riferimento a quesiti referendari.
“Il voto non è lo strumento più adatto ma può sollecitare un parlamento che non riesce a decidere”. Sostiene Sabino Cassese. A mio avviso il costituzionalista d’eccellenza.
Non siamo pigri e ottusi e domenica andiamo ai seggi a prendere le cinque schede e barrare il Si o il No. Comunque andiamo.
Si chiama democrazia, signori.
«Si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi». Pietro Spina in “Vino e pane” di Ignazio Silone.
“Quando la politica entra nella giustizia la giustizia esce dalla finestra”. Ecco infine Il pensiero di Luigi Einaudi.
Un aneddoto. “E’ stato chiesto il rinvio a giudizio di due pubblici ministeri che non hanno mai messo agli atti le prove a difesa degli imputati.
Siamo chiamati a dire la nostra su questo modo di amministrare la giustizia.
Come si dice ai matrimoni, gli italiani parlino ora o tacciano per sempre…”.
Secondo la Cassazione è vietato fare propaganda per l’astensione al voto. Per i referendum valgono le stesse regole delle politiche. Proprio per questo occorre esercitare e usare l’unico strumento che abbiamo. Al momento.
I partiti o i gruppi politici che si presentano, non possono fare propaganda il giorno antecedente e il giorno stesso delle elezioni. Qui si tratta di un referendum. Non politico.
In ogni caso un giornale serio non indica come si deve votare ma spiega cosa e come si vota.
E non in silenzio elettorale, come ha bellamente fatto la Repubblica. I referendum vanno lnvece sostenuti, acciocchè ciascun elettore esprima ilproprio parere, positivo o negativo che sia.Quello sulla Giustizia al momento è particolarmente sentito. Nonostante ciò il dubbio che si raggiunga il quorum avanza imperterrito. E’ un momento esaltante di esercizio della democrazia. Chi invita i cittadini aventi diritto a disertare le urne, non agisce per il bene del paese e la difesa e a tutela dei principi democratici.
Sarebbe opportuno, inoltre, che un referendum potesse essere una scelta binaria a prescindere dal numero dei votanti, di chi sceglie di esercitare il voto per esprimere il proprio giudizio. Si avverte invece un senso di ambiguità . Ma, dura lex sed lex…
Carla Ceretelli

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