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Il piano del repubblicano Scott: aumenti fiscali anche ai poveri

Il senatore della Florida crede che il governo sia troppo generoso e non offre incentivi per trovarsi un lavoro e contribuire. Scott ha spiegato che il suo piano riflette solo le sue vedute personali e non rappresenta il partito. Di Domenico Maceri

di Domenico Maceri | 18 Aprile 2022

“L’aumento delle tasse alla metà degli americani e la sospensione del Social Security e il Medicare entro cinque anni non fanno parte della nostra agenda legislativa”. Con queste parole Mitch McConnell, senatore del Kentucky e leader della minoranza repubblicana al Senato, prendeva le distanze dal piano di Rick Scott, senatore repubblicano della Florida. Scott, da presidente della Commissione senatoriale repubblicana (NRSC), la guida per le elezioni di midterm del suo partito, aveva annunciato un piano di 11 punti che includeva fra l’altro un aumento di tasse anche minimo agli americani con redditi bassi.

Nonostante il rimprovero di McConnell, Scott non ha cambiato idea sul suo piano come ha confermato in un recente articolo nel Wall Street Journal. Il senatore della Florida ha reiterato che tutti gli americani devono fare parte del sistema fiscale anche se ovviamente i ceti bassi pagherebbero una piccolissima parte del loro reddito. Il senatore della Florida crede che il governo sia troppo generoso e non offre incentivi per trovarsi un lavoro e contribuire. Scott ha spiegato che il suo piano riflette solo le sue vedute personali e non rappresenta il partito. Ciononostante non ha fatto marcia indietro ed ha persino accusato l’ortodossia del suo partito di vigliaccheria, auto congratulandosi per avere messo sul piatto un piano che condurrebbe alla vittoria elettorale. Scott ha fatto notare che la mancanza di idee politiche nel suo partito ha causato la sconfitta non solo all’elezione presidenziale ma anche la perdita della maggioranza al Senato nel 2020.

Non avrà tutti i torti ma la sua idea di chiedere anche ai poveri di contribuire alle casse del tesoro, anche se minimamente, non è stata accolta affatto bene. Scott, da multimilionario, non ha toccato affatto il concetto di disuguaglianze economiche e aumentare le tasse agli ultra ricchi come vorrebbero fare i democratici. Questa cecità verso i ceti bassi non è atipica dei repubblicani ed era già venuta allo scoperto in passato. Va ricordato che Mitt Romney, nell’elezione presidenziale del 2012 disse che il 47 percento degli americani non paga tasse affatto e che consiste di “scrocconi” perché questi individui ricevono benefici dal governo. Fu aspramente criticato perché quelli che non pagano tasse hanno bisogno di tutto il loro reddito per sopravvivere. Anche il parlamentare Jim DeMint, repubblicano del South Carolina, aveva espresso idee simili nel 2001, asserendo che quelli che non pagano tasse costringono gli altri a farlo. Alcuni candidati repubblicani di questi giorni hanno fatto eco a Scott. Il candidato senatoriale Mike Gibbons nell’Ohio ha persino dichiarato che la classe media non paga la sua giusta porzione di tasse, aggiungendo che il 20 percento con redditi più alti contribuisce l’82% dei fondi ricevuti dal fisco. Quindi per Gibbons quasi il 50% degli americani non paga tasse.

L’idea dei poveri che dovrebbero pagare tasse fa parte della retorica repubblicana ma non è detto ad alta voce per paura di essere considerati difensori degli abbienti. L’altro timore risiede nell’ortodossia repubblicana, acerrima nemica di aumentare tasse a chiunque. Le tasse vanno sempre ridotte, secondo i repubblicani, anche se spesso aumentano il deficit federale che in tempi passati li preoccupava. Nel 2017 però durante l’amministrazione di Donald Trump i repubblicani hanno abbassato le tasse a tutti ma in grande misura hanno beneficiato le classi abbienti.

La proposta di Scott al di là delle tasse include elementi fondamentali dell’ideologia tradizionale repubblicana passata e anche recente. Sostiene, per esempio, l’importanza della costruzione del muro alla frontiera col Messico che Scott nominerebbe il “muro di Trump”, ammiccando all’ex presidente. Include anche una proposta di fare scadere tutte le leggi dopo cinque anni. Scott sostiene che le leggi meritevoli di permanenza verrebbero confermate dalla legislatura con periodici voti. Questo piano non escluderebbe la possibile eventuale eliminazione del programma di previdenza sociale (Social Security) e la sanità per gli anziani e i poveri (Medicare). I repubblicani hanno sempre opposto questi programmi e hanno fatto del tutto per abrogarli. Scott li metterebbe in pericolo di eliminazione, confermando quello che i democratici hanno sempre sostenuto ma i repubblicani non avevano mai ammesso. McConnell, riflettendo l’ortodossia repubblicana, si è dichiarato contrario all’eliminazione di questi programmi considerati “sacri” anche se non esiterebbe a eliminarli se ne avesse l’opportunità.

Il piano di Scott fa piacere ai democratici anche perché toglie almeno per un po’ i riflettori dall’inflazione, la pandemia, e i bassi indici di gradimento di Joe Biden. Sono queste le tematiche che McConnell vorrebbe sottolineare vedendole come la strada più sicura alla vittoria della maggioranza nelle due Camere alle elezioni di midterm questo novembre.

In un recente dibattito sulle primarie repubblicane in Ohio, Gibbons ha classificato il piano di Scott come “un’ottima prima bozza di realizzare cose credute dai repubblicani”, aggiungendo che quelli che dissentono “non dovrebbero essere repubblicani”. Aumentare le tasse ai poveri diverrà uno slogan dei democratici che lo ricorderanno agli elettori non solo alle elezioni di quest’anno ma anche in quelle future che potrebbe inseguire Scott. Si crede infatti che il piano del senatore della Florida non sia altro che “una piattaforma” come preludio per lanciare la sua corsa alla Casa Bianca nel 2024.

Domenico Maceri

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, anziani, casa bianca, commissione, dichiarato, elezioni, fisco, governo, importanza, lavoro, legislatura, mitt romney, primarie, sanità, senatore, slogan, tasse, tesoro, wall street

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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