
LUNEDÌ 21 FEBBRAIO alle ore 17,30 in sede, Chiara AUTILIO, in occasione del centenario della morte di Giovanni Verga, terrà una conferenza sul tema: “UNA RILETTURA DOPO CENTO ANNI”. Introdurrà Pier Franco QUAGLIENI.
Di famiglia borghese ma che vantava antiche tradizioni nobiliari, Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840. Autore di novelle e romanzi, il cui stile e linguaggio hanno rinnovato profondamente la narrativa italiana, è considerato il più autorevole esponente del Verismo. Raggiunse la notorietà con alcuni romanzi, “Eva” e “Tigre reale” (1873) e novelle (“Nedda”, 1874), nei quali espresse la sua predilezione per temi legati a diversi ambienti sociali. In seguito, innovando la sua tecnica narrativa, trasferisce nei romanzi l’attenta osservazione del mondo circostante, ponendo l’accento sui desideri degli uomini e sul loro modo di parlare.
Il nuovo corso è segnato dalle novelle di “Vita dei campi” (1880) e “I Malavoglia” (1881), sua opera più nota. In “Mastro don Gesualdo” (1889) rispetto allo stile corale de “I Malavoglia”, Verga raffigurò con distacco luoghi e paesaggi lividi e desolati, specchio della miseria umana. Muore a Catania nel 1922.

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