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Turisti e green pass. Problematiche fiorentine

di ADUC | 7 Febbraio 2022

Ci sono città, come Firenze, che vivono molto di turisti, soprattutto per immagine e che si presuppone siano attente a curarli. Ma non sempre è così. La lista delle mancanze è lunga: Firenze, che ha scelto di vivere molto della sua eccezionale rendita, è distratta, per esempio, sui bagni e le fontanelle pubbliche, sui luoghi pubblici di ristoro, sui costi dei taxi, sulla manutenzione stradale, etc.

Nei giorni scorsi è successo qualcosa che non ci aspettavamo e per la quale, pur chiamati a risolvere “in diretta” il problema, non ci siamo riusciti nello specifico. La triste e squallida vicenda è finita bene, grazie anche a risorse umane e intelligenti che comunque questa città ha.

Protagonisti: cittadino italiano residente a Londra con amica cittadina britannica, giunti in aeroporto dopo regolare imbarco e altrettanto regolare sbarco (1). Si recano in albergo prenotato in centro, ma alla reception vengono respinti: i loro pass britannici, scannerizzati, non danno luce verde sul dispositivo del receptionista, che si “dilunga” sul fatto che come loro si sono vaccinati non è come dovrebbe essere e, quindi, non possono andare neanche in un ristorante “Lei è un medico, queste cose dovrebbe saperle…”.

Chiesto l’intervento di Aduc, abbiamo spiegato al receptionista con dovizia di pezze d’appoggio: il suo dispositivo non le darà mai luce verde, ché il database britannico non è, come quello italiano, in quello dell’Ue. Lei deve verificare i documenti sanitari britannici, equivalenti nostro green pass, e queste persone hanno questi documenti (2). Receptionista: “Se il dispositivo non mi dà luce verde non possono avere la camera prenotata”.

Dopo 3 ORE di discussioni, la coppia italo/britannica si sistema presso amici e va al ristorante, dove, esibendo i documenti del caso, consumano e, avendo avuto conferma della validità del loro pass, prenotano presso altro albergo che li accetta senza problemi.

Oggi verrà formalizzata richiesta danni all’albergo. 3 ore alla reception, dopo il viaggio e, praticamente, lo scombussolamento di tutta la serata… Firenze, noto albergo in centro, non ne esce bene, visto che il suo personale è incapace e crea danni. Ci aspettiamo anche le scuse delle associazioni di albergatori, alla coppia italo/britannica e alla città di Firenze.

NOTE

1 – avendo compilato il Passenger Locator Form (http://app.euplf.eu/#/) e avendo fato il tampone entro 48 ore prima dell’imbarco

2 – dal sito ministero Salute aggiornato al 01/02/2022 https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto&tab=4:  

Equivalenze Certificazioni verdi in Italia

Le certificazioni rilasciate dalle autorità sanitarie del Canada, Giappone, Israele, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro) e Stati Uniti sono equivalenti a quelle dell’Unione europea per l’accesso ad attività e servizi sul territorio italiano e per usufruire dei mezzi di trasporto. Possono essere presentate in formato cartaceo o digitale, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla circolare 30 luglio 2021: https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2021&codLeg=81917&parte=1%20&serie=null

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, costi, danni, firenze, gran bretagna, italia, persone, stati uniti, unione europea

Info ADUC

L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), senza scopo di lucro, è un centro di iniziativa e aggregazione per la promozione dei diritti dei cittadini consumatori ed utenti.
Il nostro principale obiettivo è dotare l’individuo del più efficace strumento civico di difesa: la consapevolezza dei propri diritti e doveri. Offriamo a chiunque -iscritto o meno all’associazione- servizi di informazione e consulenza, richiedendo contributi volontari proprio per mantenere questa formula.
Per scelta non aderiamo al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) presso il ministero dello Sviluppo Economico, spesso controparte nelle nostre iniziative e che ci farebbe per questo sentire in imbarazzo nel seguirne le direttive.
Non percepiamo e siamo contrari ad ogni forma di finanziamento pubblico (compreso il 5 per mille), linfa di un associazionismo che rappresenta solo se stesso e si autoalimenta proprio grazie al potere pubblico e non alla sua effettiva utilità -cosa non dissimile da quello che accade con il finanziamento pubblico ai partiti politici.

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