• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La difficile motivazione di uno sciopero generale

Certo sarebbe stato più facile scioperare contro i licenziamenti che erano stati previsti da Landini al momento dello sblocco, ma non ci sono stati, anzi l’occupazione è aumentata, e allora è oggi altra cosa motivare questo sciopero di Natale.

di Beppe Facchetti | 20 Dicembre 2021

L’ultimo sciopero generale, prima di quello svoltosi il 16 dicembre scorso, si è tenuto ben otto anni fa, nel 2014.  Anche allora, l’iniziativa fu di Cgil e Uil, anche allora la Cisl si smarcò. Tutti gli scioperi generali hanno un fondo politico, ma il motivo di allora fu almeno in apparenza più sindacale, perché esprimeva il dissenso sul jobs act, che introduceva il contratto a tutela crescente. In realtà, dentro l’operazione, c’era la cancellazione di un feticcio, l’articolo 18, che risaliva addirittura al 1970, e che mai nessuno, prima del governo Renzi, aveva saputo intaccare. Anche li, dunque, politica pura, con accompagnamento di lugubri previsioni di licenziamenti di massa. Così non è poi avvenuto, anzi nei primi anni di attuazione gli occupati sono cresciuti, anche a tempo indeterminato.

In questo tardo 2021, in cui 30 miliardi di legge di bilancio si muovono in parallelo con i 220 del Pnrr, e in cui le cattivissime agenzie di rating promuovono il futuro italiano, le motivazioni non sembrano altrettanto nitide. Si parla genericamente di una insufficiente capacità di redistribuzione delle risorse messe a disposizione dalla ripresa economica, che peraltro solo a metà 2022 raggiungerà i livelli 2019, dovrà fare i conti con una inflazione crescente, e potrebbe non gradire conflitti, tant’è che qualche punto di spread in più è già emerso.

Landini, trascinandosi dietro Bombardieri, vuol fare ugualmente la sua scommessa, e naturalmente ne ha piena legittimità, ma qualcosa rischia (a cominciare da grandi adesioni in piazza e scarse in fabbrica) e tutto sommato già qualche effetto negativo lo deve registrare. Non solo per la plateale rottura dell’unità, ma forse per qualche incomprensione nei livelli decentrati, che vivono più di concrete relazioni aziendali che di ansia di prestazione sulla scena nazionale.

Intanto, Sbarra, della Cisl, mina alla base la critica Cgil, e rivendica i risultati delle lunghe ore trascorse a Palazzo Chigi: 2,5 miliardi in più sugli ammortizzatori sociali (totale 5,5), 8 sulla sanità, taglio Irpef di 7 miliardi destinato a lavoratori e pensionati sotto i 50 mila di reddito. E ancora: soldi sui contratti pubblici, 850 milioni a sostegno dell’autosufficienza, piena rivalutazione delle pensioni e innalzamento della no tax area a 8500 euro.

Due letture, insomma, fatalmente opposte, che producono l’effetto di una doppia esagerazione: tutto va male da un lato, tutto va bene dall’altro. Non è vera né l’una né l’altra cosa, naturalmente, ma è oggettivo dire che si poteva far di più sull’Irap e che questa manovra non è travolgente. Manca il colpo d’ala, e il rinvio di decisioni severe su quota 100 e sul reddito di cittadinanza è criticabile, ma non è contro le richieste sindacali, visto che a suo tempo nessuno fece scioperi generali contro provvedimenti che hanno sottratto risorse finanziare da redistribuire, e addirittura facilitato per imperizia la chiusura di rapporti di lavoro a termine con il cosiddetto decreto dignità.

Certo sarebbe stato più facile scioperare contro i licenziamenti che erano stati previsti da Landini al momento dello sblocco, ma non ci sono stati, anzi l’occupazione è aumentata, e allora è oggi altra cosa motivare questo sciopero di Natale. Intervistato dal Corriere della sera, un operaio di Pomigliano ha fatto due conti e, con uno stipendio di 20 mila euro, guadagnerà 700 euro in più e si è chiesto a quale vantaggio potrebbe portare uno sciopero: 100 euro in più? Ebbene, un giorno di astensione a lui costa 88 euro…

Forse, Landini e Bombardieri hanno sottovaluto i cambiamenti in atto: non tutto è politica. Un tempo, alla sola proclamazione di sciopero generale, cadevano i Governi. Oggi al massimo a far la parte del vaso di coccio tra due protagonismi (Draghi e Landini) è il Ministro del lavoro Orlando. Se Palazzo Chigi si “stupisce” dello sciopero, vuol dire che il mediatore non è stato all’altezza. A meno che anche questa sia una scelta politica per spostare a sinistra l’asse di governo, ma sarebbe un azzardo ancor più difficile da capire. Draghi andrà avanti comunque.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : Primo pianoTag: agenzie di rating, anni, cambiamenti, conti, corriere della sera, disposizione, draghi, euro, futuro, governo, lavoro, manovra, massa, natale, palazzo chigi, pensionati, pensioni, provvedimenti, renzi, sanità, sciopero, sciopero generale, soldi, sostegno

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti