A distanza di dieci anni esatti dall’apertura del nuovo Teatro del Maggio è arrivato finalmente il momento dell’inaugurazione dell’auditorium – di circa 1200 posti – intitolato al nome di Zubin Mehta; e sarà proprio lo stesso direttore indiano il grande protagonista del concerto di martedì 21 (ore 17,45), alla guida dell’Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, con un programma comprendente la Messa a quattro voci di Giacomo Puccini e la Settima sinfonia di Beethoven. Il concerto, al quale sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnato per l’occasione nel suo ultimo intervento pubblico fuori da Roma del suo impegnativo settennato, sarà trasmesso in diretta da Rai Cultura su Rai 5 e su Radio Rai 3.
In conferenza stampa il sindaco Nardella ha dichiarato di essere felice che sia stato realizzato, nell’arco di un periodo difficile a causa del Covid, un’opera così straordinaria, che secondo Mehta è la miglior sala italiana dal punto di vista dell’acustica e una delle migliori in Europa. Il sovrintendente Alexander Pereira ha esaltato la bellezza e la fantastica acustica dell’auditorium, nel quale potranno essere rappresentate anche delle opere (peraltro il teatro “grande” da 1800 posti finora utilizzato sarà chiuso fino ad ottobre, come previsto, per complessi lavori al palcoscenico) e ha dichiarato che verranno realizzati anche due ristoranti, dove sarà possibile mangiare fino alle due di notte; inoltre Pereira ha auspicato che la danza possa ritornare a Firenze, dopo l’assurda cancellazione del corpo di ballo del Maggio alcuni anni fa, con almeno 35 rappresentazioni annue. Fra gli altri, in conferenza stampa è intervenuto anche l’architetto Paolo Desideri, che ha tenuto a sottolineare che questo auditorium è stato costruito nei 900 giorni previsti, grazie alla combinazione efficace di diverse componenti: quella progettuale dei tecnici, quella realizzativa dell’impresa e infine – di grande importanza – quella amministrativa, che ha operato in modo eccellente. Sul piano strettamente tecnico, Desideri ha ricordato che il nuovo auditorium è una sala molto flessibile, per le sue capacità di trasformazione e per le sue ottime prestazioni, così da poter essere utilizzata non solo per i concerti sinfonici, ma anche per l’opera lirica, la musica da camera e per le conferenze.
Dopo il concerto inaugurale del 21, il successivo appuntamento concertistico è previsto per mercoledì 22, con la replica del programma del giorno prima (inizio alle ore 20), ma con l’aggiunta del Te Deum in do maggiore per soli, coro e orchestra di Anton Bruckner; quindi il 23 prima di Fidelio di Beethoven (con repliche il 28, il 30 e il 2 gennaio).
Luca Summer

Lascia un commento