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La nuova spid democrazia della cannabis… ecco a chi non piace

di ADUC | 20 Dicembre 2021

L’abbiamo chiamata la “nuova democrazia della cannabis”, perché l’erba quest’estate è stata quella che l’ha lanciata, potendo far raccogliere con lo Spid in dieci giorni più delle 500mila firme necessarie per l’indizione del referendum legalizzatorio che dovrebbe tenersi la prossima primavera. Ma la cannabis – anche se solo a pronunciare la parola a qualcuno gli si chiude il cervello in assoluto – è solo il pretesto, l’occasione che ha dato la stura alla speranza che la Politica possa democraticamente governarci e non continuare ad essere merce di scambio di bande ideologiche ed affariste (1).

Questa “nuova democrazia”, ovviamente, viene osteggiata.

Questa notte, in commissione Bilancio della Camera, è stato bocciato un emendamento che avrebbe consentito di firmare con Spid e firma elettronica anche per la presentazione delle liste elettorali (2).  A favore Pd, contro Lega-Fi-FdI, astenuta Italia Viva, assenti (sembra non a caso) M5S e Leu.

Perché? Perché le firme per presentare le liste elettorali sono una delle peggiori pagine di falsificazione dei procedimenti per la formazione delle camere rappresentative. Dovrebbero essere firme autenticate in calce ad una lista di candidati, ma quasi tutti i partiti fanno firmare liste senza candidati, autenticate da funzionari complici, sì da poter cambiare fino all’ultimo momento i nomi dei candidati stessi, frutto di accordi delle dirigenze dei partiti che trattano per questo o quell’altro fedele da inserire o infedele da togliere. Meccanismo in parte annullato quando i candidati vengono scelti con le primarie, ma queste non sono legge bensì solo propaganda di questo o quell’altro partito per far vedere come sono democratici.

C’è da ricordare  che nella legge elettorale in vigore c’è una disposizione che prevede l’introduzione della firma digitale per la presentazione delle liste delegando al governo l’attuazione…. che in questi anni non hanno mai emanato. L’intervento del Parlamento sarebbe quindi legittimo, ma, tra il dire e il fare, ci sono di mezzo quei partiti che, considerando roba propria le istituzioni, non si fanno scrupoli come in questo caso.

Una pessima pagina per la nostra Repubblica.

Per questo, il referendum cannabis, rispetto ai quali questi partiti non hanno potuto che prendere atto delle firme raccolte tramite Spid, diventano lo spartiacque tra democrazia e clientelismo, tra libertà e oppressione, tra trasparenza e corruzione.

1 – https://www.aduc.it/comunicato/perche+cannabis+diventata+discrimine+nuova_33679.php

2 – presentato dall’on. Riccardo Magi: https://www.facebook.com/RiccardoMagiRadicali/posts/4675359579214364

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, commissione, democrazia, disposizione, governo, italia, lega, legge elettorale, parlamento, pd, primarie, referendum, repubblica, riccardo, scambio, speranza

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L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), senza scopo di lucro, è un centro di iniziativa e aggregazione per la promozione dei diritti dei cittadini consumatori ed utenti.
Il nostro principale obiettivo è dotare l’individuo del più efficace strumento civico di difesa: la consapevolezza dei propri diritti e doveri. Offriamo a chiunque -iscritto o meno all’associazione- servizi di informazione e consulenza, richiedendo contributi volontari proprio per mantenere questa formula.
Per scelta non aderiamo al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) presso il ministero dello Sviluppo Economico, spesso controparte nelle nostre iniziative e che ci farebbe per questo sentire in imbarazzo nel seguirne le direttive.
Non percepiamo e siamo contrari ad ogni forma di finanziamento pubblico (compreso il 5 per mille), linfa di un associazionismo che rappresenta solo se stesso e si autoalimenta proprio grazie al potere pubblico e non alla sua effettiva utilità -cosa non dissimile da quello che accade con il finanziamento pubblico ai partiti politici.

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