Quando ho saputo che anche i farmacisti avrebbero avuto l’onere/onore di vaccinare sono rimasta perplessa. Dato che è una grossa responsabilità. Dato che ho marito e figlio farmacisti. Il padre in pensione e il figlio in attività, ovviamente.
(Io stessa ho affiancato mio marito per trent’anni nella conduzione della sua Farmacia.
Conosco bene come le istituzioni si sono servite della professionalità dei farmacisti privati senza per altro compensarli. Quasi sempre. O con compensi irrisori).
Comunque si sono accordati, hanno fatto corsi di idoneità e hanno avuto, spero, assicurazioni. E hanno iniziato a vaccinare.
Poi sono arrivati i tamponi. Con il “famigerato” Green pass.
E i farmacisti hanno cominciato a operare assiduamente con straordinari eccezionali per compensi minimi. Ma con gran senso di responsabilità.
Quando ho sentito che addirittura i farmacisti hanno avuto minacce perché osano tamponare facendo ovviamente pagare gli avventori, non ci ho visto più. Da grande osservante delle regole e delle istituzioni, nonché favorevole ai vaccini, son veramente stufa di assistere a quanto viene combinato da parte dei novax, no greenpass e compagnia cantante. Ma soprattutto da quanto viene permesso dai vertici delle istituzioni.
I gruppi novax non fanno altro che insultare chi si vaccina o chi è favorevole e crede nei vaccini, con epiteti vari che non sto a ripetere dato che ormai sono noti a tutti. Almeno a chi si degna di informarsi. Li conosciamo, i vari popolo bue, pecoroni, lobotomizzati, servi del potere, addirittura, gente dal cervello rosicchiato dai criceti, ecc.
Comunque in nome di una libertà ancorchè fittizia e unilaterale, sopportiamo anche questo.
Ma le minacce no. Verso lavoratori che si stanno prodigando per osservare regole che non hanno scelto loro.
Dunque, dopo i durissimi e ingiusti attacchi ai virologi e ai camici bianchi, ora è il turno dei farmacisti. Colpevoli di “alimentare gli interessi delle multinazionali” non più solo con i vaccini ma “con i tamponi a pagamento”. Qualche giorno fa sono comparse le scritte spray
“I vaccini uccidono” e “Farmacia nazista” di fronte alla farmacia del presidente dell’Ordine di Ravenna, mentre a Cuneo e Trento sono state assalite alcune vetrine. E ora è toccato al presidente di Federfarma Marco Cossolo, minacciato di morte via Twitter.
“Sarà trovato con un colpo alla nuca” ha scritto un militante no green pass. Parole talmente oltre i limiti dell’insulto che la federazione si è trovata costretta a denunciare il mittente.
Ovviamente non equilibrato, anzi decisamente squilibrato, ma proprio per questo deve essere tolto dalla circolazione.
Certamente non sono tutti, anzi una esigua minoranza. Ma si sa come poi la manifestazione dissenziente possa degenerare, anche rapidamente. Aiutata dai facinorosi che nulla hanno a che fare col tema in questione.
Altro che moral suasion, qui ci vuole la forza. Della ragione e del polso.
Cossolo, che è stato appena incaricato dal commissario Figliuolo di fare appunto, moral suasion, su chi non si vuole vaccinare, ha ovviamente il sostegno e la solidarietà del ministro alla Salute , con la “speranza” di uscire da questa empasse che in parte è stata proprio creata dalle istituzioni che non hanno saputo gestire la questione dando origine a una guerra senza quartiere. Che, se all’inizio della pandemia era concepibile, ammissibile per mancanza di esperienza, ora non lo è più.
Colleghi e medici, abituati ad essere denigrati e insultati sui social da quasi due anni, dal famoso giorno dopo l’applauso dei cittadini dai balconi di tutta Italia per i camici bianchi salvatori della patria a inizio lockdown, a loro volta sostengono i farmacisti minacciati.
«Simili minacce – sostiene Andrea Mandelli, presidente della Federazione farmacisti Fofi – sono inconcepibili nel momento in cui i farmacisti stanno compiendo tutto il possibile per rispondere alle necessità di questo periodo. Di contro però stiamo incassando quotidianamente la solidarietà dei cittadini, che ci ringraziano e che capiscono il valore del nostro lavoro». «La mole di lavoro post green pass – spiega Mandelli – è molto più alta rispetto allo scorso anno ma eravamo preparati e ora stiamo migliorando sempre più il servizio». Eppure sembra non bastare mai perché una parte dei no vax si lamenta dei costi. 15 euro a tampone sembrano troppi. «Un prezzo più basso non riusciamo a sostenerlo – spiega il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti . Dobbiamo tener conto dei costi delle norme di sicurezza, della struttura da mettere in piedi, del personale da pagare per fare i tamponi, dei tamponi, del trasferimento dei dati al sistema regionale: c’è un lavoro di backoffice notevole».
Naturalmente la stragrande maggioranza dei cittadini è tranquilla.
Ma in questo clima di nevrosi collettiva alcuni personaggi, seppure una minoranza per niente silenziosa ma oltremodo violenta, protestano, aizzano. Impattando e spopolando poi sui social dove si viene sommersi da insulti di ogni genere.
Ma anche basta , è ora di agire da parte delle istituzioni. Per altro si lamentano anche della famigerata dittatura sanitaria.
Se così fosse sarebbero tutti in galera.
Carla Ceretelli

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