
Continua senza sosta la repressione in Bielorussia della coppia Lukashenko-Putin contro la libertà e la democrazia. A maggio toccò a Protasevich, arrestato dopo che i caccia militari bielorussi avevano intercettato l’aereo di linea civile diretto a Vilnius. Poco dopo, il dissidente Latypov si era tolto la vita davanti al giudice del tribunale di Minsk tagliandosi la gola in seguito alle torture nel lager dove era rinchiuso con altri dissidenti. In questi giorni di Olimpiadi, Krystina Tsimanouskaya si è rifugiata nella sede dell’ambasciata polacca in Giappone. Avrà asilo politico da Varsavia, come scrive Huffpost. L’olimpionica ha dichiarato di aver paura di ritornare in Bielorussia per il rischio di essere arrestata. Secondo The Guardian, le autorità bielorusse hanno imposto all’atleta di far ritorno, attraverso le parole della madre. Pare essere ritornati ai tempi della comunista Unione Sovietica. E difatti il “Kgb” bielorusso ha colto l’occasione per sbarazzarsi di Vitaly Shishov dissidente e leader di organizzazioni anti Lukashenko. Vitaly è stato trovato impiccato dalla polizia ucraina, in un parco di Kyiv. Nella capitale, Shishov, si era rifugiato da tempo come molti altri dissidenti. I suoi amici che hanno dato l’allarme dopo che Shishov non era rientrato dalla corsa quotidiana, sostengono apertamente sia stato un omicidio. Si allunga l’elenco degli oppositori al governo filo russo di Minsk, uccisi o detenuti, che non pare destinato a fermarsi nonostante le sanzioni imposte che verranno sostenute dalla leader dell’opposizione bielorussa Tsikhanouskaya, addolorata dalla morte di Shishov, nel prossimo incontro col primo ministro britannico Boris Johnson. Queste, sono accentuate dal dissenso dell’UE per il dirottamento dell’aereo di linea che da Atene doveva arrivare a Vilnius.
Shishkov, scrive il britannico The Guardian, “Ha anche organizzato proteste contro il regime di Lukashenko, inclusa una la scorsa settimana per celebrare il 31° anniversario dell’indipendenza della Bielorussia dall’Unione Sovietica. Secondo i suoi recenti post su Facebook, aveva raccolto denaro per restaurare una statua per i bielorussi morti durante la rivoluzione Euromaidan del 2014 e combattendo contro le forze appoggiate dalla Russia nell’Ucraina orientale.”. Altri dissidenti del regime di Lukashenko dichiarano rapimenti in Russia di connazionali bielorussi che fanno pensare. Ma chi è scappato nella libera Ucraina non può ritenersi tranquillo perché gli agenti segreti Bielorussi si possono facilmente mimetizzare e agire contro i dissidenti. Meglio perciò, scegliere un altro paese dove non si parla il russo e le usanze sono completamente differenti. Pare incredibile che ai nostri giorni si sia tornati in Europa ad accadimenti di così intensa repressione e alla fuga di atleti che chiedono asilo ai paesi democratici occidentali, che rimanda alla celebre fughe olimpioniche, come accadde per esempio alla ginnasta rumena Nadia Comaneci medaglia d’oro nel 1976.
Enrico Martelloni

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