• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

BOHEME: Sul palcoscenico abbiamo rivissuto le emozioni che ci aveva regalato Ettore Scola con la sua Bohème

Servizio di Stefano Mecenate

di Stefano Mecenate | 6 Agosto 2021

Ebbene sì, la sensibilità di Marco Scola di Mambro ha saputo restituirci, intatta, quella magia che il grande Ettore Scola aveva saputo creare nella stupenda produzione del 2014. Del resto ad un’opera come Bohème basta davvero poco per far emergere tutto quello che il libretto e lo spartito contengono: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica avevano preparato per il quasi quarantenne Giacomo Puccini, reduce dal successo di Manon Lescaut, un libretto davvero ricco di stimoli ed emozioni, originale e “moderno”. Quattro giovani e due ragazze vivono con spensieratezza la vita, poveri di denari, ricchi di sogni, speranze, illusioni fino a quando la morte viene a ricordare loro quanto quello stato di grazia, quel cogliere ogni giorno il bello che può offrire senza mai mettere in dubbio l’esistenza di un domani, possa essere fallace e come, prima o poi, si debba cominciare a fare i conti con una realtà ben diversa da ciò che si erano illusi fosse la loro.

Gli ingredienti c’erano tutti: l’ironia con la quale affrontano il burbero padrone di casa, il senso di amicizia che lega i quattro amici, la scoperta dell’amore del romantico Rodolfo e il ritrovarlo di Marcello dopo che la sua Musetta lo aveva preferito per il benestante, anche se anziano, Alcindoro. E poi il dolore del distacco in quel gioiello che è il terzo atto, fino all’ultimo atto dove la realtà bussa alla porta portando una Mimì morente ed una Musetta che sceglie di seguirla pur avendo nuovamente preso una strada diversa da quella del compagno Marcello. Ma fino alle ultime battute, nessuno, nemmeno Mimì, vuol prendere atto di come stanno le cose ed ognuno si illude che possa essere solo un momento transitorio dopo il quale si possa tornare a sorridere, a sognare, ad amare.

Ecco perché Bohème resta una delle opere più rappresentate nel mondo, ecco perché dovrebbe essere “facile” seguirne la regia: e invece… Quante orribili produzioni sono state proposte nei teatri, quante assurde interpretazioni sono state fatte in nome di una presuntuosa originalità!

Ettore Scola aveva trovato il giusto equilibrio per raccontarci questa storia, rispettoso del libretto e capace di inserire dettagli capaci di esaltare quei sentimenti che legavano i personaggi, protagonisti e comprimari, ognuno capace di raccontarsi al meglio grazie alla sua sensibilità.

E Marco Scola di Mambro ha fatto tesoro di questa lezione deliziandoci con la sua narrazione all’interno della stessa suggestiva scenografia di Luciano Ricceri che era stata già quella originale. Una Parigi nella tradizione che raccoglie coerentemente la storia aprendosi dalla soffitta dei quattro giovani alla piazza dove si vive la vigilia del Natale con al centro il café Mumus e poi alla Barriera d’Enfer fino a tornare nella soffitta dove tutto si compie e la tragedia travolge ed ammutolisce i protagonisti. Elegante, ricca di dettagli senza tuttavia diventare leziosa o “ingombrante”, risulta ancor oggi modernissima ed efficace segno di come certe scene, sottratte alle tentazioni modaiole, sfidano il tempo restando efficaci.

Altrettanto dicasi dei costumi di Cristina Da Rold, pertinenti, reali, capaci di farci tornare a quegli inizi dell’800 in una quotidianità, che è il cuore dell’opera, nella quale è bello perdersi per condividere con quei ragazzi il sogno di una vita che sembra prolungarsi all’infinito.

Ottimo il disegno luci di Valerio Alfieri.

A dirigere l’Orchestra del festival Puccini il M° Enrico Calesso, direttore musicale del Mainfranken Theater e dell’Orchestra Filarmonica di Würzburg: complessivamente una direzione gradevole anche se i tempi sono stati talvolta molto lenti talaltra decisamente veloci. Abbiamo apprezzato comunque la sua capacità di restituire, della partitura pucciniana, tutta la poesia che nasconde anche nelle pagine più “leggere”, una poesia che spesso viene sacrificata in nome di una “drammaticità incombente” che attraversa tutta l’opera.

Un bel cast ha “impreziosito” questa produzione a partire dalla soprano ungherese Polina Pasztircsàk, una Mimì più che convincente sia nell’interpretazione vocale che nella capacità attoriale, che sfugge a quelle tentazioni melodrammatiche restando in quel clima di spensierata leggerezza dove i sentimenti emergono senza mediazioni.

Del resto, tutti gli interpreti, dai protagonisti ai comprimari, hanno mostrato di essere anche convincenti attori: l’attenzione che ha rivolto loro Marco Scola di Mambro ha fatto sì che ognuno di loro, prima di cantarla, abbia recitato la sua parte in Bohème dando valore al cantato.

Buona anche la prova di Maria Chabounia, Musetta, che a nostro avviso ha dato il meglio di sé nell’ultimo atto pur non mancando all’appuntamento con il suo celeberrimo “valzer”.

Decisamente convincenti il peruviano Ivan Ayon Rivas, Rodolfo, Kartal Karagedik, Marcello, Tommaso Barea, Schaunard che hanno dominato la scena raccogliendo sinceri e ripetuti applausi durante le loro performances. Un po’ più debole ci è apparso Abramo Rosalen, Colline, che pure il pubblico ha premiato al pari degli altri.

Ma, come dicevamo, un plauso va meritatamente dato anche agli altri interpreti: Matteo Mollica, Benoit e Alcindoro, Matteo Castrignano, Parpignol, Giovanni Cervelli, un venditore, Michelangelo Ferri, un doganiere, Tommaso Corvaja, Sergente dei doganieri.

Il Coro del Festival Puccini è istruito da Roberto Ardigò mentre il Coro delle Voci bianche è diretto da Viviana Apicella. Assistente alla regia Luca Ramacciotti e sound designer Luca Bimbi.

Prossime recite di Bohème il 7 e il 21 agosto.

Stefano Mecenate

Pubblicato in : 67° Festival PuccinianoTag: bohème, conti, festival puccini, giovani, illusi, lega, mondo, natale, parigi, personaggi, poesia, puccini, tesoro

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti