Le dimissioni di Zingaretti, a dieci giorni dall’Assemblea nazionale del partito, serviranno a far venire allo scoperto tutti coloro che, all’interno del Partito, non condividono la linea del Segretario, di alleanza strategica con il M5S. Ovvero coloro, in particolare Amministratori (Ministri) dei territori aventi la caratteristica di Capi (Sovrani), che avversano il ruolo viceversa dei Federatori. Quale Zingaretti. Quale sarà l’esito? Sia che Zingaretti sia confermato sia che possa essere sostituito da altri Segretari aventi la caratteristica di un Federatore, quale a esempio Franceschini, è chiaro che il processo di normalizzazione del PD e dell’ex-PCI-PDS-DS continua inesorabilmente. Il destino è prossimo al suo definitivo compimento. Legato a questo stesso destino è quello in particolare di Conte e Renzi, aspiranti Federatori. Il primo, saldamente ancorato all’area di rappresentanza del centrosinistra; il secondo, invece, abile Danzatore e piuttosto ballerino. Il tempo ci dirà come, per loro, andrà a finire. Quel che è certo è che non è più il tempo dei Capi. Con buona pace, dunque, dei Capi nonché Amministratori del PCI-PDS-DS-PD. La storia insegna che la Gloria di una Dinastia appartiene ai Federatori e non ai Capi.
Angelo Giubileo

Non capisco perché non si cita la MARGHERITA L’intenzione e di metterla in second’ordine. Essì che Franceschini proviene da quella parti.Come mao si nascondono?
come MAI!