• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Draghi: dopo il realismo l’ora del coraggio

Forse era eccessiva l’attesa, forse troppo ingenua l’idea di un governo dei migliori, forse si poteva comunque fare meglio, ma molto di più non era realisticamente possibile.

di Beppe Facchetti | 18 Febbraio 2021

Ora che, dopo una gestazione molto riservata e di vertice, Draghi va in Parlamento, si comprenderà meglio la ragione del divario oggettivo tra gli entusiastici consensi raccolti dal Presidente e il filo sottotraccia di delusione per la formazione di una squadra non certo delle meraviglie.

Forse era eccessiva l’attesa, forse troppo ingenua l’idea di un governo dei migliori, forse si poteva comunque fare meglio, ma molto di più non era realisticamente possibile.

La nostra è una democrazia parlamentare, non diretta, i cui pericoli proprio questa crisi ha evidenziato, tra utopie, capricci e piattaforme Rousseau per pochi intimi, e non è neppure una democrazia presidenziale, che consentirebbe scelte più ad personam, qui ferma a 8 soggetti su 23 .

Della democrazia rappresentativa bisogna accettare non solo i pregi prevalenti ma anche i limiti.

Il Parlamento, cioè lo strumento concreto per governare, è quello che gli elettori hanno voluto nel 2018. Già oggi non è lo specchio dell’ondata populista e sovranista di quel voto rancoroso pre Covid, ma non potendosi svolgere nuove elezioni, si possono solo fare i conti con la realtà

Neppure super Mario può prescinderne, tanto più se i colori giallo e verde, quasi la metà delle Camere, sono sotto la sua stessa bandiera.

Meglio se mai, accanto alle priorità Recovery e vaccini, forzare la mano su certi contenuti scomodi ma essenziali: prescrizione, immigrazione, pensioni, lavoro.

Del resto, se guardiamo al di là di nomi che fanno storcere il naso, Draghi ha tenuto per sè tutte le carte decisive. I capitoli principali del titanico piano di spesa dei fondi europei sono nelle mani sue, di sua fiducia diretta o di Ministri che debbono chiedere il permesso: agricoltura, turismo, mezzogiorno, sanità, quest’ultima compreso il controverso sistema commissariale.

Su tutto il resto, che riguarda peraltro gli architravi del funzionamento ordinario dello Stato – Interni, Difesa, Giustizia, Scuola – i nomi offrono garanzie forti, in quanto affidate a personalità tecniche neutre o, per la Difesa, garantite dal marchio Nato, tornato di moda.

C’è, è vero l’anomalia degli Esteri, con un deficit di autorevolezza e competenza uguale e contrario a quello del premier, ma qui garantisce Draghi stesso. La sua personalità visibile a livello mondiale soverchia talmente quella del numero due, che – come qualcuno ha scritto – gli resterà solo la relazione con l’Oceania. Controprova ne sia che per l’Europa, dove aveva ben operato Amendola, non si è ritenuto di riproporre uno specifico delegato. Sarebbe stata un’altra ombra senza sostanza. Chiunque nel mondo alzerà il telefono per comporre il prefisso 031, cercherà direttamente Palazzo Chigi.

Rassicurati da queste considerazioni, resta solo da riflettere su un fatto e cioè che il metodo adottato nella scelta dei 15 politici, è stato realistico ma assai raffinato. Il merito va diviso con Mattarella, ma nella sostanza si può dire che Draghi abbia dimostrato acume più politico che tecnico.

Tanto più se nelle segrete stanze siano stati soppesati curricula e pizzini inviati dai capi partito, le scelte finali – in parte a sorpresa – sono state acute e in qualche caso perfidamente spiazzanti. Si pensi alla sottorappresentazione di Italia Viva o al lasciar passare i capi corrente PD al lordo della vistosa gaffe di Zingaretti sulla rappresentanza femminile, chiesta in pubblico e contraddetta in privato. Ma dove la sottigliezza politica è stata più evidente è nelle scelte dentro il centrodestra, individuando candidati in qualche modo eterodossi, come il redivivo Brunetta, il draghiano Giorgetti o i fedelissimi di Zaia e Maroni. Forse persino Di Maio sta diventando eterodosso rispetto al corpaccione malmostoso dei 5 Stelle, lacerati da poltronite e nostalgie della foresta del vaffa.

La scommessa, tutta politica, è che gli ostaggi interni al Governo, già abituati a una dialettica interna ai loro partiti, riescano a tenerli a bada. Una scommessa pericolosa, ma vincibile almeno fino al 3 agosto, quando scatta il semestre senza elezioni. Ma è chiaro che più che mai sono i primi 100 giorni di Draghi quelli decisivi, auspicabilmente senza compromessi al ribasso.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, agricoltura, considerazioni, conti, crisi, democrazia, draghi, elezioni, governo, immigrazione, italia, lavoro, maroni, merito, mezzogiorno, mondo, nato, palazzo chigi, parlamento, pd, pensioni, populista, sanità, scuola

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti