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Buoni propositi

di Alessandro Silvestri | 17 Gennaio 2021

Buoni propositi per la crisi strutturale della sinistra, nell’anno del centenario della scissione di Livorno

Il 2021 è anno fatidico.

Lo è per moltissimi seri motivi, dalla possibile risoluzione della pandemia Covid in corso; all’auspicabile superamento della “crisi” di Governo in atto, una delle più incredibili e incomprensibili degli ultimi 20 anni (non si cambia cavallo mentre si è in mezzo ad un guado, come ha sottolineato anche il Papa).
Dalla ricompattazione politica della UE, al riassorbimento del disastro anche culturale oltre che economico-politico della Brexit…Proprio adesso che (quasi) tutti avevamo imparato l’inglese!

Questo è anche l’anno del centenario del disastro di Livorno dove nel 1921, ipnotizzato dalle sirene del bolscevismo, il fronte del lavoro, del popolo e del progresso si spaccò inesorabilmente, lasciando campo libero alle orde barbariche del fascismo.
In un Paese normale avrebbero già dovuti essere in attività comitati scientifici e in cartello convegni storici (sia pure in streaming) mostre fotografiche e forum politici sul tema, sia per rievocare quell’evento nefasto, che per individuare oggi (alla buon’ora) una sempre invocata ricomposizione e riappacificazione nazionale.

E invece a parte qualche piccolo e timido accenno a macchia di leopardo, il dibattito mediatico è animato da altro. E malauguratamente dalle ultime paturnie del Renzi sulla rotta per Sant’Elena (e non mi riferisco alla Boschi).
Già nel 2020 abbiamo retto alla meno peggio al test sulle regionali, e impedito il cappotto al trio Medusa, dato ormai costantemente dai sondaggisti sopra il 50%. E in Toscana dovremmo ancora ringraziare l’attivismo incessante di Giani che con la sua vittoria netta ha messo a tacere molti profeti di sventura, e la Susanna Ceccardi che da presidentessa in pectore, è sparita praticamente da tutti i radar.

Ma, e lo si vede anche dalla poco incisiva azione di governo, è sopratutto il PD ad essere piombato in una crisi profonda, dopo lo sconquasso della stagione renzista, dalla quale, nonostante il buon Zingaretti (purtroppo impegnato ancora a fare il presidente di Regione, quando avrebbe dovuto stare se non al Governo, almeno in Parlamento) che si barcamena per evitare il naufragio, ancora non si riesce a venirne a capo.

Il principale partito del centro-sinistra (socialista già da anni in Europa, ma ancora non pervenuto in Italia) dovrebbe avere invece, l’imperativo categorico di essere il motore politico e del Governo, e della politica nazionale.
Quale occasione migliore quindi, quella di sviscerare i come e i perché la minoranza rivoluzionaria/comunista di allora, si (auto) ammantò di misticismo e predestinazione, individuando come nemico mortale non già i veri nemici dei popoli e delle democrazie, ma gli stessi socialisti dai quali essi stessi provenivano. I meno vollero espellere i più e finirono per andarsene altrove, trasformandosi dall’essere l’avanguardia dell’internazionalismo rivoluzionario, alla retroguardia armata del “socialismo in un paese solo”.
Eppure già con Lenin ancora in vita, si era già a conoscenza dell’impronta sanguinaria e assolutista che aveva assunto il regime bolscevico.

Angelica Balabanova, che aveva visto e vissuto in prima linea tutte le fasi salienti dell’avventura sovietica, è uno dei personaggi più interessanti e straordinari da conoscere (o riscoprire) per chi vuol comprendere a fondo, le vicende che portarono alla lunga e profonda frattura del campo socialista, russo, europeo e poi mondiale.

Che almeno le fondazioni dedicate ai personagi storici della sinistra italiana e del sindacato, se i partiti latitano, si diano da fare per non far passare in sordina il centenario! Potrebbero venirne fuori, non si sa mai, anche dei buoni spunti per capire e correggre il presente.

Pubblicato in : Addio alle PenneTag: anni, centenario, crisi, europa, fascismo, governo, italia, lavoro, livorno, parlamento, pd, personaggi, regime, renzi, sinistra italiana, socialismo, socialisti, toscana

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

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