Il sentimento più forte è la delusione. Chi ti delude raramente riesce a riabilitarsi ai tuoi occhi. Soprattutto se prima di deluderti ti aveva conquistato. Prima alla provincia e poi come sindaco di Firenze, sembrava l’uomo nuovo del centrosinistra italiano. Quello che finalmente poteva creare un vasto gradimento anche al di fuori dell’apparato. Piaceva anche, anzi soprattutto, al di fuori del PD; sapeva strizzare l’occhio anche ai moderati di destra ed era pronto anche a mediare con gli avversari politici. Ma lo faceva soprattutto con i fatti, non solo con le parole. Le parole però le sapeva usare eccome; ti affascinava e riusciva sempre a portare il discorso dove voleva.
Un venditore di sogni concreti! Questo sembrava all’inizio della sua parabola. Da sindaco di Firenze viene eletto segretario del PD con un attimo di ritardo. Quell’attimo fatale che ha visto un onesto politico come Bersani fracassarsi sull’Iceberg dei 5 stelle. Perché tra un onesto politico e un leader la differenza è abissale! Quell’attimo di ritardo è stato causato dall’ormai epico autolesionismo ai limiti del tafazziano del PD.
Ed è stato fatale per lui!
Renzi stava antipatico agli alti papaveri ma anche ai duri e puri della base – i nostalgici- quelli per intendersi che vivono ancora la politica come la raccontava Guareschi.
Nonostante i suoi, viene comunque chiamato -quasi a furor di popolo- da Napolitano per guidare un governo ingestibile a causa di una ben nota legge elettorale assurda- e tra l’altro ancora da cambiare -ed alla debacle dell’onesto Bersani alle elezioni.
Renzi accetta e riesce a formare un governo dovendo difendersi più dal fuoco amico che da quello dell’opposizione o delle altre forze politiche che compongono la coalizione. Ma ormai il primo errore più grande che può fare un politico è stato fatto. Il peccato originale di arrivare ad una carica così alta senza passare dal voto è incancellabile nel curriculum di ogni politico.
Nonostante questo, all’inizio del mandato qualcosa di buono fa, qualcosa di buono prova a fare-tipo legge elettorale-, e soprattutto ottiene un 41% da segretario del PD alle europee! Poi subentra il delirio di onnipotenza, che è il secondo errore più grande che può fare un politico. Come è andato a finire quel referendum è chiaro a tutti. E il buon Renzi prima di sapere i risultati annuncia che, in caso di sconfitta, lascerebbe la politica. E quando si ricandida commette il terzo errore più grande che può fare un politico.
Falsa testimonianza!
Il resto purtroppo è storia di oggi. L’abbandono al PD creando un’altro partito che è in parlamento con voti non suoi, i ministri nel governo Conte ed infine la splendida idea di far cadere un governo in piena pandemia.
E alla fine dei conti l’uomo nuovo si è trasformato in un Gasparri qualunque. Uno che continuerà ad essere chiamato nei salotti televisivi non certo per le sue qualità politiche ma solo per la capacità di dare contro a tutto e tutti come la gente a casa vuol sentire, insomma come quei cazzari da bar che tutti ascoltano divertendosi ma che nessuno vorrebbe vedere con delle responsabilità politiche.
Che delusione!
Soprattutto per chi aveva creduto che potesse essere la persona che poteva finalmente andare al di là delle ideologie per fare politica vera. È riuscito a disperdere un seguito di persone che, Leopolda dopo Leopolda, pensava davvero che si potesse diventare un Paese che premiava il merito più della raccomandazione; che pensava che finalmente la macchina burocratica sarebbe stata snellita; che pensava che si potesse apprezzare l’idea giusta anche se veniva da un esponente di un altro schieramento; che pensava di poter essere finalmente orgogliosa di appartenere al più bel Paese del mondo; e che pensava soprattutto che l’Italia potesse finalmente diventare, politicamente, un paese Normale.
Resta l’amaro in bocca di chi ha perso una grande occasione!
Ecco perché oggi, anche quando dice cose giuste, la gente è insofferente nei suoi confronti.
Ci ha fatto volare alto, la caduta da lassù è molto più dolorosa.
Giacomo Vivarelli

Renzi non aveva mai provato sulla sua pelle aver a che fare con i comunisti, e questo l’ha fregato, ora lo sa ,” in politica il tuo miglior amico non esiste ” Quando i notabili del PCI si sono accorti che potevano esser fatti fuori lo hanno applaudito fino sul balcone, poi lo hanno buttato di sotto…….Tutti patrioti vero, ma della poltrona…..
Ho tacciato da subito il sen, Renzi come opportunista. Il suo viraggio verso i Partito socialista è stato clamoroso ed ha certificato che è un personaggio senza ideali. Detto questo gli va dato di avere un coraggio di ferro, andando a continui duelli dai quali non riesce mai ad uscire vincitore. Un BOMBA che non sai mai quando dirà quello che pensa veramente. Questa volta però “al lupo, al lupo” non funzionerà e se funziona sarà, come la favola, contro di lui. Mi spiace.
Renzi non mi ha deluso,anzi ho visto in lui l’uomo non solo capace di fare politica ma anche onesto nelle sue azioni.Se così non fosse non rischierebbevoti e sostegni per affermare certe verità come quella che si devono accettare i soldi europei per sistemare sanità e scuola e lui,per portare avanti delle sacrosante idee rischia di essere offeso e attaccato da squallidi individui che sotto una falsa veste di politici democratici nascondono
idee e comportamenti da fascisti , usando l’ingiuria come arma di attacco in politica