Caro Nicola,
non scrivo da tempo perchè oramai politici, stampa e Tv Italiane sono “tutto covid”.
Per sentire notizie diverse devo sintonizzarmi sulla BBC come mio padre durante la seconda guerra mondiale con Radio Londra . Manca il gracchiare della scarsa sintonizzazione, ma in compenso è rispuntato il coprifuoco. Questo termine cupo che quando ero bambino accompagnava i racconti serali di mia madre e riportano alla mente le immagini funeree che la mia fantasia traeva da quei racconti: il buio assoluto fuori, la luce fioca delle candele che illuminava la tavola, le fessure degli scuri tappate da stracci per impedire la fuoriuscita anche di un solo raggio di luce, pena le mitragliate di Pippo, l’areo da caccia che a volo radente colpiva qualunque cosa luccicasse nella notte. Seguiva un sonno interrotto da incubi “Argentiani”.
Concordo con il tuo articolo, interrompere la diretta del discorso di un presidente decadente, che adombra il risultato di libere elezioni senza produrre una sola prova è un segnale di democrazia matura, di una società libera senza condizionamenti e condizionali, di una stampa che guida e non subisce.
Qui non sarebbe andata così, usi un gentile condizionale, che spero non ti offenderai se elimino.
Non può andare come negli USA perchè le TV dovrebbero chiudere baracca e burattini.
Stoppare le pippe di Giuseppi, togliere il vento alle girandole dei Mattei, mandare a bibitare Luigi e …..azzolina, per parità di genere silenziare anche De Michelis, ah no! Manca una s! Quanto si sente la mancanza di quest’ultima S, maiuscola come il compianto compagno e grande amico Gianni.
Trump è un gigante in confronto ai nostri, un combattente, magari non tanto avvezzo alle regole, non proprio decubertiano, un politico di serie B con “fu portafoglio” di serie A, ma qui stiamo peggio.
Qualche ragazzo in gamba c’è, ma è soverchiato dall’urlo dei cazzari.
Non se ne può più, spegnete questi talk show, tutto urla e schiamazzi di questi inseguitori di sondaggi e riprendiamoli invitando esseri autonomi e pensanti.
Un saluto cordiale
Fiorenzo Da Ros

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