On line un ebook di fantascienza speciale per Asino Rosso eBook Ferrara, specializzata nel futuribile, con autori nel catalogo spesso di rilevanza nazionale. In questo caso, nello specifico, trattasi di fantascienza in certo senso atipica: del futurista ferrarese Roby Guerra, un omaggio narrativo alla Madre speciale, una “Space Mammy”, ricordi dell’infanzia dell’autore in chiave poetico-cosmica. Guerra, in genere come poeta futurista, antipsicologico, “elettronico” e oggettivante si rivela autobiografico e “lirico”: un “libro” anche speciale. come accennato, atmosfere “romantiche” alla Bradbury ma anche echi della Fata cibernetica (e il bambino robot) di AI di Spiellberg/Kubrick, quasi onirico e fiabesco alla Wilde: un book trailer, altrettanto speciale di Space Mammy è on line anticipatamente da qualche tempo, canale Space Renaissance.
Un racconto: IL MINI BROTHER…
“E’ stato uno dei giorno più belli della mia passeggiata terrestre! La nascita del mio mini brother, Riccardo.o Paciccio come lo chiamava la nostra Space Mammy nei primissimi anni. Per 0-3 anni era identico a me, due-tre gemme nella mia memoria electro. A 9-10 mesi i suoi primi passi: nella grande sala di Via Garibaldi, il nonno lo appoggiò in piedi al muro della parete destra e lui fece i primi passi. A quasi un anno, eravamo in vacanza al Lido degli Estensi e la Mammy lo fece immortale con una stupenda fotografia gigante; è ancora nella sua cameretta in Via Ravera, oggi praticamente e tristemente vuota, non distante da una bambola che dorme nella camera della mamma, accanto. Oggi so perché i giocattoli e le fotografie sono mute, come sospese in un cielo senza tempo, spazio e stelle. A 3 -4 anni circa lo andai a prendere io all’asilo vicino a casa, zona Mutua: entrai ed era seduto con altri bimbi in una piccola sedia in un piccolo tavolino, sembrava una stupenda scena di Lilliput, una Repubblica di Bimbi. Il giorno che venne alla luce fu deliziosamente strano: erano le 11 circa del mattino, dal pomeriggio precedente la Mammy era in clinica, Riccardo era già in orbita. La mattina successiva atterrò, in qualche modo il babbo informò me e la nonna che stava per atterrare…, volammo nella clinica, il babbo andò subito dalla nostra… Space Mammy, la nonna e io subito nella stanza dei bimbi, dei fiocchi azzurri o rosa, appena nati per vederlo, non eravamo però certi che fosse già nato. L’imparammo lì: i nuovi venuti, dietro un vetro cristallo, sfilavano in braccio alle infermiere, come astrofanciulli di una performance che si ripete da eoni nel Sistema Solare; ad un certo punto, ancor prima che dicessero il suo nome, lo vedemmo e sapemmo. L’Immagine è ancora molto nitida nel mio cervello! Ricordo persino le parole di un vicino: Paciccio… apparve, un secondo luce di silenzio, la sua voce disse “E’ piccolino ma che bei lineamenti!”. Era più “corto” di me ma per fortuna da grande mi supera parecchio! Poi andai dalla mamma, ricordo un sorriso simultaneo, appena un anno prima la nostra Space Mammy aveva perso un ipotetico altro mini brother: all’improvviso, eravamo sempre in vacanza al Lido degli Estensi. Quella volta la nostra mamma fu ricoverata al vicino Ospedale San Camillo di Comacchio, la piccola Venezia del ferrarese a due passi dal mare. Piansi quando la vidi, per anni desideravo un mini brother. Un anno dopo la mamma però – questa volta..- era riuscita a sconfiggere la morte… Il minibrother riuscì ad atterrare. Qualche mese dopo, anzi per diversi mesi, registrai con un registratore Castelli i suoi primi versi con il mio minibrother nella culla, pura poesia d’avanguardia. Abbiamo ancora il nastro originale e ascoltabile! Per qualche secondo si sente ancora anche la voce della nostra Space Mammy…(18 5…)”


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