Il primo appuntamento è giovedì 23 (ore 20, Teatro del Maggio) con Myung-Whun Chung, celebre direttore coreano, ma anche bravissimo pianista, tanto da aver conseguito a 21 anni il secondo premio al Concorso Pianistico Cˇajkovskij di Mosca. In realtà Chung è uno dei pochi direttori d’orchestra che è riuscito nel corso degli anni a portare avanti la carriera pianistica, esibendosi spesso anche in una formazione cameristica con le sorelle Kyung-wha e Myung-wha, rispettivamente violinista e violoncellista.
Chung ha diretto le più prestigiose compagini orchestrali, lavorando moltissimo in Italia, al punto che nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana.
Nel concerto di giovedì Chung dirige l’Orchestra del Maggio, accostando due capolavori sinfonici dell’800: la Seconda sinfonia in re maggiore di Beethoven, che sostanzialmente apre il nuovo secolo, essendo stata scritta fra il 1800 e il 1802, e la Quarta sinfonia in mi minore di Brahms, ultimo lavoro del compositore amburghese, risalente al 1885 e che quindi chiude in qualche modo il cerchio del sinfonismo classico-romantico di area tedesca.
Altro evento molto interessante (sabato 25 al Teatro Goldoni repliche il 29 e il 31 maggio) è la prima assoluta dell’opera Le leggi fondamentali della stupidità umana, nuova opera commissionata dal Maggio Musicale Fiorentino a Vittorio Montalti, giovane compositore romano (classe 1984), che nel 2016 ha conseguito il premio “Una vita nella musica – giovani” da parte del Teatro la Fenice. Appassionato di teatro musicale, ha composto due opere su libretti di Giuliano Compagno e ha lavorato con registi teatrali come Alessio Pizzech, Claudia Sorace/Muta imago e Giancarlo Cauteruccio. Proprio di quest’ultimo è la regia dell’opera che andrà in scena al Goldoni, il cui titolo è ripreso da un testo di Carlo Maria Cipolla, da considerarsi un’interessante teoria sulla stupidità umana, oltre che un invito prezioso e ironico a non sottovalutare la pericolosità delle persone stupide, che affollano il mondo in cui viviamo. Il libretto è di Giuliano Compagno, l’interprete principale Ljuba Bergamelli, mentre Fabio Maestri dirige gli strumentisti del ContempoArtEnsemble. L’evento è In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini”.
Chiude questa intensa settimana l’atteso concerto di domenica 26 al Teatro del Maggio (ore 20), ove il pubblico fiorentino avrà la possibilità di rivedere sul podio l’amatissimo direttore Zubin Mehta. Il programma comprende Peshkar, concerto per tabla e orchestra del compositore indiano Zakir Hussain (lui stesso sarà interprete allo strumento a percussione) e la Sinfonia n. 9 in do maggiore di Schubert, nota come “La grande” e con la quale si chiude il lungo ciclo dedicato al musicista austriaco, iniziato lo scorso autunno.
Luca Summer

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