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Europee: ecco perché Enrico Rossi voterà PD il 26 Maggio

Adesso che fra l’altro il PD è in ripresa, Rossi ha tutto da guadagnare a interpretare il ruolo di portatore d’acqua per la nuova segreteria.

di Daniele Marchetti | 8 Aprile 2019

La notizia c’è, eccome: Enrico Rossi, uno dei fondatori di Liberi ed Uguali e fautore della scissione a sinistra, tornerà a votare PD: non quello di Renzi, per carità, ma il “nuovo” PD del compagno Zingaretti. E lo farà -parole dell’interessato- senza contropartita, restando fedele all’impegno assunto con gli elettori di portare a termine il mandato di Presidente fino alla primavera 2020.

Eppure quel “ritorno al passato” desta non poche riflessioni. Innanzitutto per la tempistica.

Se infatti appare verosimile che Rossi non punti a correre alle elezioni europee: i tempi sono indubbiamente stretti, le preferenze sono una indubbia difficoltà anche per un personaggio noto come lui con il rischio, peraltro, di uno scontro fratricida con la segretaria del PD toscano, europarlamentare uscente (e sicuramente ricandidata) Simona Bonafé, la dichiarazione -non richiesta- di voto avviene nel momento più strategico di una campagna elettorale: i giorni della stesura delle liste (per alcuni tasselli ancora in alto mare).

Un particolare non di poco conto che, al contrario delle parole ufficiali, sembra lasciare aperto uno spiraglio ad una eventuale chiamata di correo del neo segretario Nicola Zingaretti. Un “tutti dentro” per drenare voti a cui Rossi non potrebbe certamente restare indifferente e che, per altro verso, gli permetterebbe di sfidare (in prima persona) i renziani nella loro “tana”: Firenze e la Toscana. Sassolino che Rossi non vede l’ora di togliersi dalle scarpe.

Ma c’è un altro appuntamento che Rossi vede possibile, assolutamente meno difficile per lui ed assai più strategico per la sua leadership di una corrente socialista interna al PD: il voto politico che potrebbe celebrarsi proprio in concomitanza delle elezioni regionali toscane, nella primavera 2020.

Quella sembra essere la vera mèta di Rossi. Anzi persino una doppia méta.

Come ogni leader, Rossi non mollerà facilmente lo scranno di governatore ad un renziano. E la segreteria Zingaretti, in ciò, potrebbe essergli di estremo aiuto. Del resto di persone capaci, preparate, in grado di assumere il testimone nella “sequela” rossiana ve ne sono. Figure che viaggiano sottotraccia ma che al momento opportuno potrebbero essere messe sul tavolo della trattativa e scalzare benissimo molti dei nomi dati, da anni, per “certi”.

Quindi l’uscita di Rossi appare niente affatto intempestiva o improvvisata, anzi tutt’altro: potrebbe essere un bel biglietto da visita per una eventuale candidatura in extremis alle europee (facilmente vendibile come candidature di servizio), ma soprattutto l’asso nella manica per il futuro della Toscana e dello stesso governatore.

Adesso che fra l’altro il PD è in ripresa, Rossi ha tutto da guadagnare a interpretare il ruolo di portatore d’acqua per la nuova segreteria.

Certo che il tempo della “vendemmia” non tarderà ….

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, campagna elettorale, elezioni, elezioni regionali, enrico rossi, firenze, futuro, leadership, mare, notizia, pd, persone, renzi, toscana

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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