La verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la verità
G.Rumi
Non siamo invasi dai migranti ma la svogliata inconcludente e incoerente gestione dell’immigrazione, della serie apriamo a tutti e poi si vedrà dove si mettono e che cosa gli si fa fare, ha fatto percepire esattamente questo. Al netto di chi su questi esseri umani ha lucrato e forse continua a farlo. Per qualche lustro, ormai, la sinistra non ha voluto aprire gli occhi e non si è resa conto che la gente non ne poteva più. Certo non soltanto per l’affair immigrazione ma soprattutto per il lavoro che non c’è, la decrescita infelice e le lotte intestine. E la paura di perdere quello che , con duro lavoro di genitori e nonni la generazione dei vecchi di oggi aveva ottenuto e raggiunto, e che sperava di lasciare in eredità a figli nipoti e posteri tutti. Quel benessere che sta scivolando fra le mani come sabbia.
E poi l’odio, l’odio da tagliare con il coltello che ha portato e spinto tanti, non tutti in verità, a dire di un uomo che avrà anche grosse colpe ma ha dato lavoro a 60mila persone, le cose più turpi. Che avrebbe commesso le peggiori nefandezze.
E si sono ritrovati Salvini.
Ora brancolano nel buio e il loro primario problema è quello della scelta del segretario. Dal rustico e poco raffinato Zingaretti al sofisticato Richetti, entrambi poveri di contenuti innovativi, ma ripetitori e trasmettitori del poco se non del nulla. E poi altri e in pista Bonafè in Toscana. Eh si, perchè una donna ci vuole, ogni tanto.
A questo proposito, quando sento qualcuno che sostiene una donna perchè è tale, mi vengono gli stenterellini. Quasi il ballo di san vito. Perchè una donna non si compra, il genere non è in vendita. No, non sono affatto femministra, tutt’altro. Ma aborro sentir parlare di riempire le caselle con chicchessia. Una donna perchè donna, un giovane perchè giovane, se è donna meglio, e, giammai, un vecchio perchè vecchio. Ecco, eppure è alla page sostenere che siamo tutti uguali, tutti esseri umani, senza distinzione di sesso di razza di culto e di colore degli occhi. Ecco, allora anche di genere, di iuventute di senescenza. Osserviamo e prendiamo in esame le persone in tutta la loro completezza e competenza, e cerchiamo di azzeccare quella giusta.
E pare, inoltre, che la sinistra abbia in mano la verità. Quella vera quella al di sopra, di un palmo su tutto e su tutti quasi fosse unta del signore. E tutto questo cercando di combattere le “destre”. Altro termine che aborro esattamente quanto il termine “sinistri”. Perchè non significano nulla.
“Dopo trenta conversazioni, comincio ad avere un’idea della vera situazione di questo Paese. Non opinioni, ma fazioni. Pochi liberali, la miseria e il suo sfruttamento e, gradualmente, una certa inerzia.” Da Camus e i suoi “Taccuini” del 4 dicembre 1954.
News (non fake).
Mentre scrivo mi giunge una notizia che pare una fake, ma non lo è. Tal Enrico Esposito è, o sarebbe, stato nominato vice capo Ufficio Legislativo del Mise da Giggino dato che avrebbe condiviso gli anni di università,e, pare, percepirà 65mila euro l’anno. Ma sui suoi account social compaiono una serie di dichiarazioni disdicevoli. Sessiste e omofobe.
“Vladimir Luxuria? Dovrebbe stare in galera”. “Micaela Biancofiore? Una mignotta in quota rosa”. E poi una lunga sequenza di affermazioni sull’omosessualità di Dolce e Gabbana, sulla moralità della showgirl Melissa Satta e alcune tecniche per distinguere i veri uomini dai “ricchioni”. Come riporta l’Espresso, che certo non sarà la bibbia, ma i tweet non mentono.
“Non c’è modo migliore di onorare le donne mettendo una mignotta fra le quote rosa. ( riferito a Biancofiore)”
“In un paese serio Vladimir Luxuria va in galera non in Parlamento”.
“Dolce e Gabbana chiusi per indignazione, ma si può sempre entrare dal retro”.
“Comunque sono lieto delle quote rosa al governo, almeno le leviamo di mezzo alla strada”.
Naturalmente il ragazzo si affretta a scagionars nel dire che sono affermazioni ironiche datate e goliardiche. No comment.
Giuro che ancora non ne avevo contezza, quando ho scritto l’incipit sulle siddette quote rosa.
Carla Ceretelli

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