A confermare la qualità del sistema lombardo è uscita la seconda edizione di un’indagine comparativa all’interno dei Quattro motori d’Europa, insieme a Lombardia, il Baden Wurttemberg, Catalogna, Rhone Alpes, con l’aggiunta di Monaco e Emilia Romagna. L’insieme rappresenta le eccellenze produttive europee.
Nel report “Le performance delle imprese europee: un’analisi benchmark“, Assolombarda ha messo al centro dell’analisi temi quali innovazione, internazionalizzazione, governance e struttura di impresa, forza lavoro, credito e burocrazia e, non potevano mancare, i primi esiti di Impresa 4.0.
Su alcuni di questi temi la Lombardia regge il confronto: in ambito ricerca e innovazione risulta che ben il 50% delle imprese ha sviluppato progetti nel triennio 2013-2015, con un incremento di 10 punti percentuali rispetto al triennio precedente, alla pari dei tedeschi.
Bene anche per la presenza nell’export e nella produzione diretta all’estero, passata da 6% nel 2013 a 15% nel 2015.
Siamo più indietro, invece, sul terreno dell’automazione e di impresa 4.0, anche perché siamo partiti con un ritardo di 3-4 anni. In Lombardia il 9% di imprese utilizza un livello avanzato di smart manufacturing contro il 12% circa delle tedesche; utilizziamo anche macchinari più datati e sistemi meno integrati: età media di 12 anni contro gli 8 in Baden-Württemberg e Monaco e 8% di macchinari integrati rispetto al 20% tedeschi.
Altri elementi di debolezza derivano dalla struttura organizzativa delle imprese e dalle forme di finanziamento utilizzate. La dimensione prevalentemente inferiore alla media europea è nota, così come la proprietà a prevalenza familiare; ciò che però è più limitante è la gestione operativa delle imprese, quella trattenuta a livello familiare risulta meno produttiva del 21% rispetto alla media europea.
Dimensione e proprietà si riflettono poi su una scarsa patrimonializzazione e su una preferenza del ricorso al credito a breve temine, meno adatto a sostenere investimenti a lunga scadenza, richiesti per attività di internazionalizzazione e innovazione radicale.
Per superare questi limiti è necessaria una presenza attiva delle istituzioni, ritornando a fare politica industriale e sostegno attivo al credito. Impresa 4.0 è un esempio positivo, pur non essendo privo di ombre. Pesa in particolare il ritardo con cui si stanno avviando i competence center (per non parlare delle politiche attive sul lavoro), segnale della difficoltà del Paese a tradurre in atti concreti e operativi interventi legislativi di grande rilievo.
Il rapporto di Assolombarda è disponibile qui: http://bit.ly/2zl0I2i
Antonio Santangelo (http://www.mu-me.it)

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