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Ciò che non si paga non vale. Ma se vale deve essere pagato

di Domenico Alessandro de'Rossi | 24 Aprile 2017

E’ il terzo ponte o viadotto che cade nel giro di sei mesi in Italia. Ieri sera nell’intervista  in TV l’ottimo ministro Delrio, oltre a rassicurarci che saranno fatte tutte le indagini necessarie per capire la causa del crollo (sic), ci comunica che certe cose possono accadere ai ponti anche dopo qualche anno di esercizio. E’ evidente che il ministro non è mai passato sui ponti dei Romani (quelli antichi beninteso..). La premessa sui crolli è di avvio ad una riflessione più attinente alla situazione delle carceri in Italia. Il ministro Andrea Orlando, in campagna elettorale, ci dice invece che la condizione dei penitenziari è abbastanza accettabile e sotto controllo. Peccato che l’indice di affollamento reale non è quello ufficialmente dichiarato ma molto, molto diverso e lontano dalla realtà. I casi sono due: o il ministro non gode di dati aggiornati o non vuole spaventare gli italiani descrivendo lo stato reale delle cose. Ambedue le preoccupanti ipotesi non ci sembrano all’altezza della situazione. Ciò nonostante troppo spesso lo Stato italiano dimentica che un giudice in Europa esiste e in questo caso abita a Strasburgo e si chiama CEDU. E prima o poi si esprimerà di nuovo. Di nuovo dobbiamo interrogarci sui criteri, se ce ne sono, con i quali la politica attraverso l’amministrazione statale, sceglie, decide, si pronuncia in presenza di situazioni altamente drammatiche che riguardano le carceri in Italia. Giusta, e lo ripetiamo ancora con convinzione, la decisione di promuovere gli Stati generali dell’esecuzione penale. Ma questo non basta Onorevole Ministro.

Meno giusto l’ambiguo “percorso” successivo che in certi ambiti più ristretti, tra discussioni, lotte interne, proclami e contestazioni ha visto partorire il bando per il nuovo carcere di Nola. Un progetto sul quale abbiamo avuto modo di discuterne l’evidente obsolescenza progettuale verificando che l’idea di base nasce già vecchia, con cifre stratosferiche di costruzione e di futura gestione. Vetrate blindate, brise soleil, frangisole a gogò, organizzazione funzionale tardo-ottocentesca ma con tanta demagogia coperta dal solito vetusto politically correct, quello ben noto della sinistra in cachemire. La domanda viene spontanea: chi decide queste soluzioni aberranti? Chi sceglie colui (o colei) che deve decidere simili aberrazioni? Saremmo ben curiosi di sapere quali siano i criteri di valutazione, se esistono, che hanno portato talune figure professionali a coordinare tavoli, meeting, convegni, simposi, conferenze e altre pubbliche manifestazioni dedicate alla (loro) più recente scoperta di una necessaria “riflessione” sulle carceri?

Saremmo soddisfatti se almeno una delle teste responsabili, al di là delle amicizie e dei cognomi importanti anche se ufficialmente non pagata, avendo scoperto di recente queste problematiche, ci dicesse il perché di questi subitanei  interessi verso l’architettura penitenziaria pur non avendo la necessaria pratica consolidata da anni in questo specifico settore. Quali titoli abbia acquisito o quali altre motivazioni “umanitarie” l’abbiano spinta a preoccuparsi di una così specialistica attività professionale.

I ponti crollano per i calcoli sbagliati o perché costruiti male. Le carceri invece non funzionano perché troppe sono le deficienze informative di base che dovrebbero essere fondamento di un corretto approccio culturale teso ad una corretta progettazione e gestione. Gli istituti italiani nella maggior parte dei casi sono tutti fuori norma. Ed è l’intero patrimonio edilizio che occorre ripensare. Appunto: “ripensare”. Ma per questo ci vorrebbe un pensiero, una cultura, l’esperienza e una informazione vasta. Le improvvisazioni di norma non danno buoni risultati. I ponti crollano e le carceri scoppiano.

Domenico Alessandro De Rossi

Presidente Commissione Diritti della Persona privata della Libertà – LIDU

Pubblicato in : Primo pianoTag: andrea orlando, anni, campagna elettorale, commissione, demagogia, dichiarato, europa, informazione, italia, responsabili, strasburgo, valutazione

Info Domenico Alessandro de’Rossi

Architetto e urbanista, già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Nel 2005 è stato chiamato dal governo della Libia per la pianificazione del nuovo Programma Penitenziario conforme alle disposizioni dei Diritti umani sotto il patrocinio delle Nazioni Unite coordinando docenti universitari e professionisti per il Piano nazionale delle carceri dello Stato per oltre 6000 detenuti. E’ responsabile nazionale dell’Osservatorio LIDU onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) “Persone private della libertà” e cofondatore del “Tribunale Dreyfus”, organizzazione per la difesa della giustizia giusta. Ha curato e scritto il libro “NON SOLO CARCERE”, Mursia ed. 2016

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