La decisione dei governi europei di rivolgersi alla Turchia affinché quel Paese trattenga 2milioni e mezzo di profughi, per lo più siriani, in cambio di 8miliardi di euro (sedicimila miliardi di lire) è contraria ad ogni principio di buon senso. La Turchia non è un Paese democratico, Erdogan non è affidabile, e non ha una politica chiara nei confronti del cosiddetto Stato Islamico. Le inchieste giornalistiche, che abbiamo letto sul trattamento riservato dalla Turchia ai profughi, mette in evidenza il fatto che ai cittadini che hanno chiesto asilo, non vengono offerte neppure le condizioni minime che assicurino la loro sopravvivenza. Le persone che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dalla siccità conseguente il cambiamento climatico causato dalle nazioni che consumano molto di più di quanto serva per vivere (vedi l’accordo sul surriscaldamento del Pianeta) non vogliono rimanere in Turchia. I milioni di cittadini che lasciano le proprie case e vendono i miseri averi per pagarsi il viaggio, vogliono rifarsi una vita in Europa, un continente in preda ad una irreversibile carenza demografica, destinato ad entrare in crisi. Non vogliamo esprimere giudizi sulle politiche d’immigrazione, ma una cosa è certa: la storia condannerà l’Europa, per questo accordo insensato con la Turchia. Italia, Francia e Germania (citiamo solo alcuni Paesi fondatori dell’Ue) per il ruolo che hanno avuto nella nascita dell’Europa, saranno additate da chi verrà dopo di noi, per aver commesso un atto contrario ad ogni principio umanitario. Siamo con il presidente del Consiglio Matteo Renzi quando si sbraccia contro l’Austria che minaccia la chiusura del Brennero per non far passare i migranti. Ma quando Renzi e i suoi omologhi europei bloccano i profughi in Turchia, di fatto chiudono la frontiera europea, impedendo ai popoli in fuga di richiedere ospitalità al vecchio continente. Certamente, 2 milioni e mezzo sono tanti, ma in termini percentuali un continente come l’Europa che ne conta 500 milioni, rappresenta lo 0,5%. Noi dobbiamo decidere una buona volta, se vogliamo trovarci l’Isis in casa nostra o vogliamo fare una politica –magari che aiuti i disperati in casa loro- che miri alla riduzione della disuguaglianza nel mondo. Solo aiutando le popolazioni dell’Asia e dell’Africa, riusciremo a fare in modo che rimangano dove sono nate. Viceversa verranno da noi e non ci saranno frontiere che potranno fermarle. La disperazione è più forte di ogni barriera; sentiamo sempre più spesso frasi come: preferisco morire, anziché ritornare dove c’è la guerra. Va anche ricordato che l’Isis fa una politica populista per il reclutamento, promette il lavoro; quando conquista nuovi villaggi consente l’uso di internet a tutti. Predica un modello di vita senza alcol e droghe. Distribuisce viveri. Infine, vale la pena annotare che neppure gli Stati Uniti hanno fatto nulla, per aiutare l’Italia e la Grecia, schierate in prima linea, di fronte a questa immane tragedia. Negli ultimi 50 anni, complice internet e la globalizzazione, il divario economico fra poveri e ricchi è cresciuto notevolmente; si moltiplicano le fortune dei miliardari, mentre aumentano i diseredati. E’ un dato che ci dovrebbe far molto riflettere.
La storia condannerà l’Europa
Info Roberto Fronzuti
Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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