40 giornalisti dipendenti, due trasmissioni radiofoniche , Toscana Radio News e Toscana in onda che vengono trasmesse complessivamente da 38 radio locali, 12 riviste, di queste solo 5 per informazione istituzionale, un portale internet con un numero impressionante di pagine, due uffici stampa, uno a servizio del consiglio, che sfornano comunicati a ripetizione. L’informazione di emanazione della Giunta regionale è impressionante per numeri, dimensioni e budget. Ora, in aggiunta a tutto questo, una nuova trasmissione televisiva Noi Toscana. Il format, 25 minuti settimanali in onda su una ventina di televisioni locali, ha lo scopo, ancora una volta, di informare i cittadini sull’attività della Giunta. Spesa prevista 167mila euro per un totale di 16 trasmissioni. Da notare che da tempo va già in onda sulle tv locali della regione una trasmissione di informazione sull’attività del Consiglio alla quale partecipano tutti gruppi, di maggioranza e di opposizione.
Di fronte all’ultima iniziativa, l’opposizione ha presentato un esposto all’Autorità garante per le comunicazioni. La tesi è che a sei mesi dalle elezioni regionali il nuovo programma si configura come propaganda e viola la par condicio. La Casa delle Libertà ha chiesto e ottenuto anche un dibattito in Consiglio regionale dove ha presentato due mozioni, una per far recedere la Giunta dall’iniziativa presa e l’altra per censurare l’attività dell’assessore alla comunicazione, Chiara Boni. Le due iniziative sono state respinte a maggioranza. Ma non è questo il punto. Il dibattito è servito quanto meno a mettere in luce che un qualche malessere cova anche all’interno della maggioranza. Sotto accusa lo strapotere DS sui media di tutta la regione. Per il resto ordinaria amministrazione, se non per la notazione che proprio negli stessi giorni nei quali la giunta mandava in onda la nuova trasmissione informativa, il Consiglio interrompeva la sua per rispetto alla par condicio, non per le regionali quanto per le suppletive in Mugello e a Scandicci. La regione così ha fatto la brutta figura di rendere evidente che la mano destra non sa quello che sta facendo la sinistra. Di fronte a questa discrepanza di giudizi, l’assessore Boni ha comunicato la decisione di sospendere Noi Toscana fino a quando non si conoscerà la decisione del Garante. In quel momento i due organi potranno uniformarvisi adottando la stessa linea. Magre soddisfazioni comunque per la minoranza. Anche perché il centro destra, pur facendo bene a sollevare la questione, non ha colto appieno il vero dato politico della questione. Un po’ come quel tale che di fronte ad un dito che indica la luna pone la sua attenzione esclusivamente sul dito. La nuova trasmissione infatti, come molte delle altre iniziative editoriali, non è stata fatta per i contenuti da trasmettere, la temuta propaganda (c’è davvero chi pensa che simili trasmissioni possano convincere anche un solo elettore?), quanto per tenere in piedi, con i soldi pubblici, una rete di riferimento. I veri destinatari insomma non sono gli utenti ma gli autori. Per gli utenti la Regione sta pensando a ben altro. Addirittura ad una tv digitale terrestre..
LA REGIONE HA UN IMPERO EDITORIALE. CONTROLLA GIORNALI, RADIO E TV
E’ un caso unico nel panorama istituzionale italiano. La regione è il più grosso ed importante editore di tutta la Toscana.

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