• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Casa Atlantica

di Davide Giacalone | 12 Febbraio 2012

Con l’appoggio dell’America l’Italia può far valere i propri interessi all’interno dell’Unione Europea. 

L’incontro di ieri, alla Casa Bianca, ha un valore cruciale. Lasciate da parte tutti gli aspetti personalistici che, pur rilevanti, sono dettagli di contorno. Quel che conta è la sostanza, ovvero la riaffermata presenza di una sponda atlantica da utilizzarsi per far valere i nostri interessi nazionali all’interno dell’Unione Europea. E’ un punto fondamentale, un valore che non appartiene al governo pro tempore, ma all’Italia. Il compito di Mario Monti è farlo pesare. Barak Obama, nelle dichiarazioni rese a Maurizio Molinari (bravissimo), ha sottolineato tre punti, decisivi: a. i rapporti con l’Italia non sono solo economici, o riconducibili all’essere componete dell’Ue, perché c’è un aspetto militare che non può e non deve essere dimenticato; b. il riferimento al summit di Lisbona, tenuto nel 2010, privilegia il nostro Paese rispetto ad altri; c. considerare prevalenti i firewall molto alti, rispetto alle politiche restrittive e recessive nazionali, costituisce un solido ancoraggio rispetto alla deriva germanocentrica. Questi tre punti sono un successo da sfruttare.

Nel pieno della crisi ci mettemmo, da queste colonne, a sostenere l’importanza delle armi e degli equilibri militari. In diversi ci presero per matti. Quando l’ipocrisia si sposa con l’ignoranza genera mostriciattoli tanto presuntuosi quanto patetici. Il tema è centrale: l’Italia ha svolto egregiamente la propria funzione in tutte le guerre fatte e in corso, sotto l’ombrello della Nato. A Lisbona si stabilì che dall’Afghanistan non ci si sarebbe ritirati prima del 2014. Gli spagnoli sono andati via. I francesi sono arretrati, dopo le perdite subite. I tedeschi non sono mai arrivati. Noi ci siamo stati e ci siamo, sopportando costi economici e umani, mettendo in campo altissima qualità (di cui non ci si dovrebbe mai dimenticare di ringraziare le nostre truppe, motivo d’orgoglio nazionale). Tutto questo conta, eccome. Obama si spinge oltre: plaude agli accordi di partneship a lunga scadenza, firmati da noi e dagli afgani, quindi mette l’Italia sullo stesso piano degli Usa, come destinata a restare in zona anche dopo il 2014. Richiama il peso degli altri scenari, afferma che il regime siriano deve essere rimosso e ribadisce l’impegno contro il diffondersi di armi atomiche.

Tutto questo suona a morto per gli iraniani e riconosce il ruolo dell’Italia (è appena il caso di ricordare che il governo Prodi riconobbe al regime iraniano il ruolo di “potenza regionale”, che è cosa opposta). Bene, molto bene. Ma l’Italia deve essere assistita nel soddisfare i propri bisogni energetici: abbiamo rinunciato al petrolio iraniano e abbiamo subito un danno dalla guerra in Libia. Senza contare gli attacchi che subimmo quando si rese attivo il gasdotto che porta combustibile dalla Russia (accordo firmato dal governo Prodi, realizzato da quello Berlusconi e in armonia con la Germania, senza che questo ci abbia risparmiato sgradevolezze e una certa curiosa induzione di certi dibattiti interni). E’ il caso che ce ne si ricordi quando, al freddo, si descrive la diminuita erogazione come una sorta di disgrazia. In ogni caso: su questo capitolo meritiamo di avere delle contropartite. In quanto alla crisi del debito, alla Casa Bianca è ben chiaro che applicando la ricetta che l’Ue sta imponendo alla Grecia si otterranno solo disastri. Ben venga il rigore nell’amministrare, ben vengano le riforme, ma non scherziamo: solo barriere finanziarie elevante, costruite con i mattoni dei soldi pubblici, possono fermare il fuoco della speculazione. Che siano erette è interesse comune, Atlantico.

Se la Germania resiste, come ha fin qui fatto, deve essere chiaro quale partita si sta giocando: non è la gara a chi fa meglio il maestrino, ma è in ballo la solidità delle economie occidentali. Se la speculazione porta la Germania a finanziare il proprio debito spendendo meno di quel che l’inflazione consuma non per questo è accettabile che tale condizione di privilegio metta a repentaglio tanto gli interessi dell’Unione quanto quelli Atlantici. Il bilancio della missione è molto positivo. Monti porta a casa un successo ragguardevole. Per sfruttarlo, nel mentre la cancelliera tedesca fa campagna elettorale per il boccheggiante partner francese, occorre rompere l’assedio dei rapporti bilaterali e interstatali, restituendo l’Ue alla sua collegialità. Il luogo idoneo acché si ritrovi l’equilibrio fra interessi nazionali, istituzioni europee, sviluppo economico ed equilibri globali.

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo delfini

    21 Aprile 2012 alle 23:26

    CON TUTTO RISPETTO MA IL TITOLO E’ UNA FAVOLETTA PER BAMBINI!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti