Non si sa dove abbiano governato sino ad oggi i Ministri Calderoli e Maroni, che hanno minacciato uno sciopero; non si sa a quale Tremonti abbia rivolto i propri inviti ringhiosi il leader del Carroccio, se è vero che (ci pare di ricordare) solo qualche settimana fa li abbiam visti tutti assieme, su un palco sorridenti, lo stato maggiore della Lega e il super-ministro del Governo Berlusconi.
Che cosa è successo in così poco tempo? La Lega Nord ha accusato le due recenti sberle elettorali, si è risvegliata incredula – un po’ come un pugile suonato – e così ha scelto di mostrare nuovamente e – diremmo – inopportunamente la propria natura di partito leggero – che qui leggasi: incostante – che compie virate improvvise e non finisce mai di stupire – non più per le contraddizioni in cui si caccia bensì a causa della disinvoltura con cui pretende di (ri)presentarsi agli italiani. Non si sa neppure se la verginità sia una virtù in politica ma qualunque cosa sia, certa è una cosa: la Lega l’ha persa e da un pezzo.
Se tutt’un tratto hanno potuto rianimarsi addirittura dei cadaveri (come il PD e come la Sinistra impropriamente detta estrema), merito è anche dei politici vestiti di verde, che in questi anni hanno tollerato la mancanza di progettualità e l’inazione del Governo fino a che il conto, comunque, tornava: bagni di folle, incrementi di voti alle varie elezioni, una crescente capacità di condizionare la rotta dell’esecutivo e la prospettiva di rosicchiare consensi all’alleato di ferro, per puntare verso nuovi ambiziosi traguardi. Tutto questo, per fare cosa?
Poi, per ragioni per nulla incomprensibili, il giocattolo pare essersi rotto, il vento ha girato direzione, i sogni di gloria sono stati soppiantati da incubi di sconfitta e la Lega non ha trovato di meglio che agitare ulteriormente le acque, per marcare le differenze, per dire “noi non affonderemo con voi”, per brontolare nuovamente la propria purezza e poter urlare: noi siamo quelli… quelli che siamo! Senza mai, tuttavia, calare il discorso nella carne viva dei problemi.
La Lega vuole la riforma del fisco e la diminuzione delle aliquote? Va benone, d’accordo! Dunque, dal momento che è forza di Governo, dica – di grazia – dove cominciare a tagliare: le missioni internazionali non sono, che ci risulti, spesa strutturale e in ogni caso l’Italia ha già una reputazione internazionale sufficientemente compromessa per potersi permettere nuove giravolte. Si vadano a toccare i sancta sanctorum, quei luoghi sinora interdetti dove una classe politica ha la concreta opportunità di esibire i propri attributi. E, per favore, niente scioperi dei Ministri: i Ministri non possono (neppure minacciare di) scioperare contro il proprio Governo: nel caso, dal Governo, semplicemente e onorevolmente si dimettono.
Paolo Marini

Caro Paolo,
Ora mi lusinghi anche troppo, giudicando la condotta a livello Nazionale, di quei quattro buzzurri, che nelle intenzioni, dovevano solo portare un po’ di folclore locale.
Perché vedi, un giorno l’uomo viaggerà nelle Stelle, com’è già scritto nel Mondo, sulle ali dello Stivale Italiano.
Tuttavia, per raggiungere le Stelle, dovremo vincere l’attuale invalicabile barriera del tempo, ma se tra qualche Milione di anni abbatteremo, anche questo muro del Tempo, per conclusione logica, tale barriera è soltanto nella nostra mente, in realtà quindi, in un qualche modo ancora per noi indecifrabile, già voliamo tra le Stelle, già lo abbiamo fatto, oppure non lo faremo mai.
Pertanto se come me, mescoli tutto e ne fai un buon minestrone, o meglio come dalle tue parti, una ribollita, capisci l’importanza di mantenere il nostro paese fuori dall’ingordigia Romana.
Roma è già la Città più grande d’Italia, doppia di Milano, sette volte e mezzo di Firenze, 10 volte Venezia-Mestre o 100 volte Venezia sola!
Abitanti 2.761.000;1.324.000;370.000; 270.000; con nessuno in Roma che lavori più di noi, anche il Papa è d’importazione da Secoli.
Quando sappiamo tutti, che un ginocchio gonfio impedisce di camminare, altro che volare sulle Stelle.
Perciò, considerami pure Leghista.
Non ho bisogno di ascoltare i sindaci leghisti per avere un’opinione sulla condotta politica della Lega a livello nazionale: opinione formatasi nel tempo – ascoltando e leggendo ogni giorno – e della quale assumo la piena responsabilità. Quanto all’operato dei sindaci leghisti, invece, non ho informazioni al riguardo e mi guardo bene dall’esprimere valutazioni!
Tu devi dirmelo come sono i sindaci leghisti, se scrivi un articolo sulla Lega, da buon Giornalista, dovresti aver prima intervistato almeno un paio di Sindaci Leghisti, altrimenti da buon lettore, me ne accorgo e ti ringrazio per gli articoli gratuiti, ma come si dice, non se dai giudizi gratuiti.
Pare un po’ mitica e anche troppo comoda la tesi di Roma ‘corruttrice’. I ‘migliori’ di cui Tu parli forse non erano e non sono ‘ottimi’ e, in ogni caso, il risultato netto è che oggi la Lega fa soprattutto calcoli elettorali, rianimando il proprio ‘popolo’ a colpi di slogan… Forse in Padania saranno almeno dei buoni amministratori… ? Me lo auguro.
Caro Paolo,
Le analisi da fuori come questa tua, sono penose da leggere, quanto sono rabbiose da scrivere.
Con Paul Sarte, per parlare della tribù Amazzoniche, devi usare linguaggio e immagini mentali delle tribù Amazzoniche, altrimenti hai un’involuzione di migliaia di anni e come Cesare, t’inventi Senati presso i Franchi.
Per il popolo che gridava SECESSIONE quando i leghisti sono stati mandati a Roma, erano duri e puri.
Ora sono anche loro dei ladroni Romani, a riprove che Roma, perenne Babilonia, è un cancro che riesce trasformare in cancerogeni anche i migliori che gli mandiamo e il popolo quindi prende paura davvero.
Questo mostra la forza corruttrice di Roma non la debolezza degli inviati, rendendo la lotta ancora più dura.
Se rifletterai su questo, forse ti cominci a preoccupare, anche dei tuoi figli.