Ci erano piaciute le parole di Renzi, l’altro giorno, anche perchè credevamo che alla fine avessero un’altra soluzione.
Parole dicevamo, come le tante altre, 10, 100, 1000, da lui pronunciate ancor prima che una infelice scelta del Pd lo catapultasse ai vertici di quel manipolo che ambiva a diventare sindaco di Firenze.
Ma torniamo all’enfant prodige Renzi che ha fatto della giovane età e della sua mostruosa capacità di affabulatore il suo cavallo di battaglia. Il giovane sa vendersi molto bene, affascina, è presente a tutte le televisioni, i salotti più o meno buoni gli spalancano le porte e, quando non può essere in tv o in radio esterna. Ogni giorno sui giornali si parla di Firenze, e questo sarebbe buono, se poi non risultasse controproducente.
Si scaglia in difesa del David che è fiorentino, ma poi non dice una parola sull’opificio delle pietre dure, vero fiore all’occhiello di Firenze se fosse messo in condizione di lavorare al meglio. Accusa la sovrintendente Acidini di non pulire i muri dell’Accademia, ma poi i muri di Firenze sono deturpati da scritte, disegni, fesserie varie, che lì restano , a meno che i proprietari non provvedano a loro spese a pulire.
Tante battute quindi, tante promesse: la cittadella, no alla Foster (ma non era lui presidente della Provincia quando di comune accordo omune Regione e Provincia firmarono i protocolli con le ferrovie?), pista parallela, per non parlare delle buche, della viabilità, del verde, dell’edilizia del degrado.
Ma a cosa miravano le sue parole? Non certo ad essere il primino della classe, il gioco ormai è troppo scoperto, vogliamo sperare non alla sua candidatura a guida illuminata del Pd o Nuovo Ulivo o Ulivo 2 , la vendetta. Allora? Non vorremmo che l’affabulatore mirasse a giocarsi la carta del perfetto equilibrista utile, a parole, sia alla destra che alla sinistra, ma nei fatti utile solo a se stesso.
Come fiorentini continueremo ad ascoltarlo per altri quattro anni, tanti, troppi, se come sembra, alle parole non sarà in grado di far seguire i fatti e non certo per ostruzionismo della controparte ma proprio perché a parole è bravo ma a fare e fare bene servono capacità di ascolto, serietà e buona volontà, frecce che per ora non appartengono al suo arco.
M.R.M

@ Valerio…appunto scappato in campagna.
@Puccio Aver avuto di peggio vuol dire per forza accontentarsi ? Non voglio certo tornare ai danni di Domenici, ma sento di affermare che la realtà che mi circonda non mi piace. Come poi ti ha spiegato Nicola , non mi sono mai nascosta dietro sigle di nessun genere; metto sempre la faccia e la firma in quello che sento.
@ Valerio…appunto scappato in campagna.
@Puccio Aver avuto di peggio vuol dire per forza accontentarsi ? Non voglio certo tornare ai danni di Domenici, ma sento di affermare che la realtà che mi circonda non mi piace. Come poi ti ha spiegato Nicola , non mi sono mai nascosta dietro sigle di nessun genere; metto sempre la faccia e la firma in quello che sento.
Una volta, qualche secolo fa, c’era Firenze. Amen. Poi venne ” firenzina “, pensionata e incipriata. Ora si tifa per ” firenzona ” l’eccitante ammucchiata metropolitana nella complessità inventata, un po’ californiana un po’ bacino della Ruhr. Che diamine! Si sono saldate Essen, Dortmund e Dusseldorf e non dovrebbero saldarsi Firenze, Prato e Pistoia? Quando oggi servizi e aree urbane potrebbero risalire un Appennino semideserto. Ma si sa, la soluzione è scimmiottare. Scontato che il sindaco di Firenze, una città che non esiste più, non sarà mai eletto, vedrei bene promuovere Renzi da sindaco di “firenzina” a sindaco di “firenzona”, il suo stile da garzone del bar, bocca storta ma schietta che la sa lunga su tutto, ben si adatta a copulare la nostalgia di vecchie appartenenze con l’eccitazione del ” nuovo tecnologicamente avanzato ” secondo la vulgata dominante propinata dai media un po’ dementi un po’ in malafede. Renzi è il perfetto attore di questa vulgata parolaia, fatta di domani, di futuro e di un nuovo così vecchio da lasciare senza parole. Ma come per i Della Valle, anche per Renzi Firenze è un trampolino. Verso il nulla.
Leggo solo ora l’osservazione di Puccio Cartoni circa la firma di questo articolo. Nessuna oscura ragione per la sigla invece della firma. L’articolo era firmatissimo da Maria Rita Monaco. Ma c’erano già altri due articoli a firma sua. Ecco perchè ho preferito ( Maria Rita è incolpevole) apporre solo la sigla: del resto era riconoscibilissima.
Via, Puccio: è già tempo di avere pauraa parlare male di Renzi che, come sai, abbiamo apertamente sostenuto?
tenetevelo caro, lui e la sua giunta; avete avuto, e rischiato, di molto peggio
uno scappato in campagna
Subito un’ appunto : questo è l’ unico commento ,l’ unico sulla pagina,a non riportare una firma ,ma solo una sigla. E questo stona. A me Renzi invece ( per un commento generico ) piace,perchè ,da fiorentino quale sono ,mi fa almeno sperare . Ha solo detto , e poco fatto ? Certo che tra il dire ed il fare ,per tutti ,c’ è un mare …ed anche pieno di pescecani ,pronti a lanciarsi contro ,come ad esempio i Sindaci (funzionari di partito ,che poi è lo stesso di Renzi ) dei Comuni contermini . Disposti anche a giocare fuori casa (che c’entrano loro con Firenze ?) , pur di condizionare la vita dei fiorentini come ai tempi di Domenici . Il nostro mister X vuole tornare
a quei tempi ? Io no davvero !!!!!