Un film dove niente è originale, un tripudio di efffetti speciali, un allievo del grande mago Merlino, da secoli alla ricerca di colui che potrà annientare definitivamente il potere di Morgana che con i suoi seguaci vorrebbe la distruzione del mondo, un apprendista incredulo e un po’ pasticcione, se con tutto questo spostiamo l’azione a New York, abbiamo l’ultima opera del produttore Jerry Bruckheimer In questo periodo in cui il fantasy, l’animazione, il 3 D fanno da padroni, in un momento di pausa estiva, quando tutti gli occhi sono puntati sul cartellone di Venezia, in attesa dei film che da settembre a dicembre saranno nelle nostre sale, Harry Potter in testa, il produttore delle serie televisive CSI, ha ben pensato di dare al pubblico estivo un prodotto tale da portare in sala le famiglie, gli orfani dell’ultima uscita di Henry Potter costretti ad aspettare novembre, i giovani e i …malati di cinema. Jerry Bruckheimer è bravo, ha naso, ha fiuto, sa cosa vuole il pubblico e glielo dà,( per inciso è il produttore della trilogia de “I pirati dei Caraibi” e del “Principe di Persia” solo per citare alcuni tra i suoi molti successi), ma ha anche un altro pregio: sa ottenere tanto impegnando poco e questo per la fabbrica Hollywood vuol dire tanto; in genere il gioco riesce e anche in quaesto caso è bastato aspettare i risultati del botteghino per verificare che la stella Jerry Bruckheimer è ancora alta nel panorama cinematografico.Ai primi posti in America, vola anche in Italia , a pochi giorni dall’uscita ufficiale del 18 agosto. Ma torniamo al film, ennesimo esempio di lotta tra Bene e Male, una storia che non ha niente di originale ma riesce ad essere piacevole lo stesso, la magia legata alla fisica, cioè, l’increbile legato al difficilmente comprensibile fanno sì che la storia scorra anche se già dal titolo l’ombra di Fantasia incombe e la musica che accompagna la sequenza delle scope che hanno preso la mano al mago, ricorda molto da vicino quella di Dukas diretto da Stokowski. Come Topolino si accanisce sulle scope disobbedienti creandone sempre di nuove, così Dave, futuro mago salvatore del mondo, geniale sperimentatore nel mondo della fisica, compie l’errore di ordinare al mocho, erede delle scope disneyane, di pulire il laboratorio dove svolge i suoi espirimenti; anche a lui la magia prende la mano e, ancora una volta sarà l’intervento del mago più esperto a salvare la situazione. Dave cresce rapidamente alla scuola di Balthazar Blake, il mago buono che si scontra a più riprese con l’ex amico Maxim Horvathk diventato cattivo. Scopriremo poi che, come nella migliore tradizione della commedia romantica, la colpa è di una donna, la maga Veronica di cui sono entrambi innamorati. Questa moderna rivisitazione di Fantasia è piena di inseguimenti su macchine molto simili all’autobus di Harry Potter che può allargarsi e restringersi,voli su draghi d’acciaio, un drago di carta che all’improvviso si anima durante un corteo a China Town, perfino il toro di Wall Street si anima per bloccare l’intervento di Balthazar; e non possiamo non pensare al toro vero che qualche giorno fa ha caricato il pubblico che assisteva alla corrida…il cinema insegna sempre qualcosa. Magie più o meno pericolose in questa corsa, nonostante tutto, alla conquista del cuore della ragazza amata fin dalle elementari, la New York degli anni Duemila in continua mutazione, porteranno all’happy end finale che vedrà non solo Dave finalmente chiarire i suoi sentimenti ma anche Balthazar riabbracciare la maga che, per savarlo ha accettato di restare chiusa con Morgana per secoli in una matrioska Nicolas Cage è un Balthazar a volte distratto ma ben deciso a portare a termine il suo incarico; un Molina, perfetta parodia del classico cattivo, è il mago Horvathk, desideroso di riportare in vita Morgana, magnificamente interpretata da Monica Bellucci, che per fortuna appare in tutta la sua bellezza all’inizio e alla fine del film, risparmiandoci così dizione e interpretazione. Il resto è normale interpretazione. Un’ultima considerazione sulla fotografia, mi si passi il termine, lussureggiante rutilante e ridondante, carica di luci e ombre, così come l’animo dei maghi, anche quelli che vivono a New York, Bruckheimer in testa.
Maria Rita Monaco

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