Si è spento Raimondo Vianello. 87 anni, molti dei quali passati nello spettacolo e quasi altrettanti nel calcio giocato (in una squadra di terza categoria che portava le iniziali della moglie SaMo), vissuto, commentato.
Con Vianello se ne va un pezzo di storia d’Italia, si consegna agli annali quell’umorismo spontaneo e mai volgare che ha incantato generazioni, è proprio il caso di dirlo, di appassionati all’infaticabile tandem Vianello-Mondaini. Quello di oggi è un Paese diverso, anche il calcio è diverso da quello su cui Vianello ironizzava conducendo Pressing. Forse non ci sarebbe più spazio, nell’intrattenimento dozzinale che va per la maggiore, per una serie fortunata come Casa Vianello, capace di essere sinceramente divertente, a tratti sottile, senza mai avanzare pretese autocelebrative.
Se ne va Vianello e i lettori di questo sito, ne siamo certi, provano profonda tristezza e cordoglio. Perchè poco importa che Vianello non abbia nascosto le simpatie politiche verso il suo editore, poco importa se non si può catalogare tra i comici impegnati e di sinistra. Vianello era se stesso e, in parte, era qualcosa di tutti noi.
Si dice che un amico intimo è qualcuno con cui abbiamo pianto o riso intensamente. Quante volte ci siamo sorpresi a ridere davanti a una tua gag, a una tua freddura, a una canzonatura estemporanea della tua vulcanicissima moglie. Quante volte ti abbiamo sentito più vicino, più umano, di quanto lo schermo televisivo non permetta davvero. Ora non basterebbe una tua battuta, neppure la migliore, a riempire il vuoto che lasci. Anche perchè, si sa, quando Raimondo Vianello rimane in silenzio, “uffa, che noia, che barba, che noia”.
Da www.leragioni.it
ADDIO RAIMONDO!
Con Vianello se ne va un pezzo di storia d’Italia, si consegna agli annali quell’umorismo spontaneo e mai volgare che ha incantato generazioni.

Ma poi , se c’erano due persone che pur stando in Mediaset non hanno mai espresso giudizi politici questi sono Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, conobbero Berlusconi quando lui la politica non la faceva neppure di lontano, divvenero amici…e allora?!? Ho apprezato moltissimo la vicinanza del Premier ai funerali di questo grande personaggio, si é comportato da amico, ed é tutto in suo onore.
Il resto sono solo rumori di fondo.
Se i comici di sinistra (ma esiste una categoria così echitettabile?) sono quelli che offendono e incitano all’odio allora giustamente Vianello non poteva far parte di quella categoria, non fosse altro per quell’autorinia che sapeva esercitare nei suoi confronti. E’ morto un signore, garbato, serio professionista, innamorato del suo lavoro. Subito il gruppo dei soliti “idioti”, non so definirli diversamente, si è scatenato nella gioia perchè “uno in meno fra gli avversari politici”. Che altro dire? Con Vianello se ne va una pagina di storia italia, di quell’Italia che forse non esiste più. Lunga vita a Vianello, alla sua ironia, alla sua lezione di classe, a quell’Italia nella quale vorremmo vivere.
Un dolore forte, come aver perso qualcuno di famiglia.
Ricordero’ sempre il suo umorismo, tagliente, a volte macabro, ma cosi raffinato ed intelligente, e la classe che aveva nel condurre qualsiasi cosa.