Che a molti conduttori di grido, dalla Rai alla 7, a Sky, da Lerner a Floris, da Santoro alla D’Amico, piaccia Bruno Tabacci non è un mistero. Lo vediamo da anni nei panni del politico esperto di economia che commenta e dà lezioni anche ai professori di lungo corso e ai banchieri di ieri e di oggi. Con la capacità di dire, con pacatezza e senza mai urlare, pane al pane e vino al vino. Una maturità di comunicazione che anticipa e completa la maturità politica. Insomma un Tabacci da corteggiare per trasmissioni, dibattiti, testimonianze e interviste. Sapevamo che stava scalando le gerarchie delle simpatie da talk e della tele-genìa ma non che avesse già ottenuto il riconoscimento del “master” in comunicazione politica dal più duro e serio dei professori del settore, che è Guido Quaranta, il veterano dei giornalisti parlamentari, uno che non le mandava a dire a Berlinguer e Andreotti. Nella sua seguitissima rubrica sull’Espresso, cartaceo, Banana Repubblic lo ammette senza mezzi termini: “Bruno Tabacci è uno dei tanti deputati di lungo corso (ex Dc, ora nell’Udc) che pur avendone la stoffa, non ha mai fatto né il sottosegretario né il ministro. In compenso –scrive Guido Quaranta- televisivamente parlando è corteggiatissimo”. E non solo. Tabacci spopola anche nei programmi di satira o di commento, di inchiesta e di denuncia, dalle Iene che lo hanno intervistato da ultimo sul libro di Veltroni, a Striscia la notizia che lo cerca davanti alla Camera, da Report della Gabanelli a Omnibus. Insomma un none, una presenza. Sappiamo anche di agende fitte tra convegni e presentazioni perché una relazione di Tabacci. Un intervento di tabacci in questo o in quella conferenza fa farebbe la differenza. Dall’Aspen alla Confartigianato. Perché? La risposta la da lo stesso Quaranta. “ Anzitutto l’aspetto. Tabacci 63 anni, mantovano, è fotogenico. Sembra uscito dalla corte dei Gonzaga: sguardo severo, nobile stempiatura, profilo rinascimentale, Veste con accurata eleganza, abiti blu di buona stoffa e ottima fattura. Poi al voce: calda, pacata, misurata, suadente. E infine il contegno. Sempre misurato, l’onorevole non alza mai la voce, come tanti suoi chiassosi colleghi. Se non la pensano come lui si guarda bene dall’interrompere. E quando prende la parola non deborda mai in discorsi inconcludenti. In più –scrive ancora il veterano dei parlamentaristi Guido Quaranta- ha una piccola civetteria: pur appartenendo alla destra moderata gli piace farsi passare quasi di sinistra.” Insomma una preda prediletta per i conduttori di talk che non vogliono intemperanze e “quella dell’ospite ideale-conclude Quaranta- è una parte che lo gratifica e in cui si trova benissimo”. Ma c’è di più. Proprio mentre usciva questo ritrattino sulle capacità televisive del mantovano Tabacci, l’Espressonline mandava in rete un sondaggio cosiddetto rappresentativo fatto tra i lettori del giornale i navigatori del sito: “Quale presidente del Consiglio vorreste per il 2012?”. Sorpresa delle sorprese: al primo posto Luca Cordero di Montezemolo con oltre 13.285 voti, e al secondo posto proprio lui Bruno Tabacci con più di 6 mila preferenze, anzi quasi 6.500. Prima di Casini, prima di Fini, prima di Draghi, e ovviamente prima di Berlusconi e Schifani. Mille voti in più del governatore Draghi e del presidente della Camera Fini, due mila voti in più di D’Alema e Tremonti, più di due volte i voti di Follini o di Gianni Letta. Mettendo in campo tutte le prudenze e le premesse possibili e cioè che è un sito di un giornale di sinistra, che votare in un sito internet non è certo come votare alle primarie di un partito, che un sondaggio è sempre un sondaggio e non comporta impegni, beh v’è da rilevare che quella faccia da nobile Gonzaga di Tabacci richiama -nella sensazione delle gente che lo vede e che lo ascolta- qualcosa di più della fiducia o della simpatia televisiva di un conduttore.
Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

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