Informo che, su iniziativa di associazioni di settore e avvocati specializzati nella materia, gli extracomunitari irregolari tra qualche giorno avranno la possibilità di attestare on line la presenza nel territorio italiano attraverso il nuovo sito www.attodisoggiorno.it che in questo momento è in under costruction. Questa iniziativa va a ruota con altre forme di autodichiarazioni poco pubblicizzate in tal senso che sono state attuate da oltre un anno.
Il clandestino nell’ autodichiarazione on line dovrà indicare dettagliatamente le proprie generalità, gli estremi numerico/identificativi del passaporto e la data in cui è entrato in Italia. Indicherà anche tutta una serie di dati (come ad esempio la eventuale domanda di permesso di soggiorno ad oggi inevasa) utili a configurare la posizione giuridica in Italia. La dichiarazione sarà integrabile all’occorrenza a mezzo di una password che viene rilasciata all’atto dell’autodichiarazione.
Il clandestino metterà i dati indicati a disposizione delle Autorità Italiane ed in particolar modo del Ministero dell’Interno.
Di tutta evidenza questa pacifica iniziativa tende a dividere drasticamente i “clandestini” in due categorie.
Da un lato la categoria degli “autodichiarati”, clandestini contro coscienza, che pacificamente attestano alla luce del sole la permanenza nella Stato
Italiano e dichiarano in quale posizione giuridica si trovano.
Sostanzialmente manifestano di voler vivere pacificamente in Italia.
Dall’altro lato residua la categoria del clandestino che non dichiarandosi ha da nascondere qualcosa.
I componenti di questa categoria residuale saranno più agevolmente individuabili durante le operazioni di controllo se questa iniziativa dell’ autodichiarazione avrà successo in massa.
Accanto a questo sito stiamo costituendo un comitato scientifico che si farà a breve promotore di una proposta di legge per uscire dal tunnel nel quale l’Italia si è attanagliata.
In più una petizione di Italiani che denunciano dettagliatamente l’andazzo di cui sono vittime sia gli onesti lavoratori extracomunitari che i datori di lavoro a causa di una legislazione inadeguata, irresponsabile e tortuosa.
Gino Di Maro
vicepresidente della Rondine
Associazione lavoratori Paesi Est Europei
PS: per ogni chiarimento al rondine1a@libero.it
www.attodisoggiorno.it

“Se vengo a casa di Puccio mi annuncio, come minimo!” …Caro Di Maro ,un buon grado di civiltà starebbe nel bussare ,una volta sull’uscio….
chiedendo di entrare. Noi a che grado siamo ? Magari anche oltre…abbiamo abolito usci ,stipiti e soglie dalle nostre case!Niente su cui picchiare le nocche della mano. Un bel vantaggio…..
Caro Puccio,
l’autodichiarazione non creerà nessuna “gettizzazione” o cose simili.
Clandestini è una stato ed è purte contro coscienza.
La battaglia è’ da un lato un modo educato da parte dell’extracomunitario clandestino contro coscienza per dire che “io sono qua in Italia”.
Se vengo a casa di Puccio mi annuncio, come minimo!
Dall’altro una sfida altrettanto pacifica ed incisiva ai politici ad affrontare il problema.
E’ l’ultima carta che i clandestini possono giocarsi se si autodichiareranno in tanti.
Comunque si stanno organizzando.
Ho scommesso su questa battaglia e se perdo mi dimetto!
“questa pacifica iniziativa tende a dividere drasticamente i “clandestini” in due categorie”,scrive Di Maro ,senza magari rendrsi conto dsi promuovere una vera operazione di “gettizzazione”.Non si fa …!
Quanto al prevedere che gli appartenenti a quella “categoria residuale saranno più agevolmente individuabili durante le operazioni di controllo ” mi pare affermazione anche razzista ( secondo le mode ed andazzi predicati da certi “intellettuali” ); anche perchè l’istigazione al “controllo ” è mossa di carattere autocratico e conservatore.
Mentre trovo congrua l’affermazione finale ,del dover denunciare “dettagliatamente l’andazzo di cui sono vittime sia gli onesti lavoratori extracomunitari che i datori di lavoro a causa di una legislazione inadeguata, irresponsabile e tortuosa”.