Care compagne e cari compagni,
stanno per iniziare i congressi territoriali del nostro partito. E’appena il caso di ricordare che si tratta di un congresso fondativo che si trova a svolgersi dopo un risultato delle elezioni politiche che non ci ha consentito di passare nemmeno la soglia dell’1%. In una situazione del genere un congresso efficace non può che essere caratterizzato da una forte iniziativa politica sul piano esterno e da un forte impegno di unità e rinnovamento all’interno del partito. Il rinnovamento lo richiede la nostra sconfitta, l’unità lo richiede la volontà di non rinunciare alla nostra presenza politica. Al momento attuale dobbiamo invece registrare che le nostre compagne e i nostri compagni saranno chiamati a votare su tre documenti politici. Non è una critica a nessuno, perché dovremmo criticare anche noi stessi, che siamo presenti in una di queste mozioni politiche,la III . E’ una constatazione. Ma una constatazione molto amara e preoccupata. Se la può permettere una divisione del genere un partito dello 0,9%? E ancora, esistono all’interno differenze politiche così rilevanti da non permettere di aprire un vero dibattito politico unitario? Non ci sembra proprio. Viceversa, nelle attuali condizioni di divisione, il nostro partito non è riuscito dopo le elezioni a rientrare nel dibattito politico vero e proprio, se non marginalmente. La cosa è tanto più incongrua se si pensa che i nostri regolamenti attribuiscono l’elezione del segretario al congresso e non ne prevedono l’elezione diretta dagli iscritti e che quindi la personalizzazione dello scontro non costituisce un succedaneo del dibattito politico. Dunque, prima che comincino i congressi di sezione vorremmo rivolgere un ultimo appello al gruppo dirigente del partito, per verificare insieme se non sia possibile fare uno sforzo per un congresso che si poggi sul binomio “unità-rinnovamento”, e che sviluppi nel frattempo una forte iniziativa politica. Quest’ultima, per la nostra stessa ragione di esistenza, non può che caratterizzarsi sulla ricerca di una lista unitaria alle elezioni europee di tutti quelli che si riconoscono nel PSE. Tale lista deve partire dalla convergenza di tutti coloro che attualmente partecipano alla componente italiana del gruppo del PSE , cui aderiscono, come ricordiamo, parlamentari oggi militanti nel PD, nel PS, in SD. Siamo consapevoli della grande rilevanza della novità costituita dal Pd, siamo disponibili alla ricerca di condizioni che consentano al gruppo socialista di accogliere tutto il Pd e non solo una sua parte, ma non riteniamo nemmeno concepibile la fuoruscita del riformismo italiano dal gruppo socialista al parlamento europeo. Una immediata iniziativa di tutto il partito in questa direzione sarebbe più forte se potesse essere unitaria, appunto cioè di tutto il partito. Ci permettiamo dunque di lanciare un estremo appello per ritrovare la via dell’unità. Chi lo volesse accogliere ne sarebbe senz’altro premiato . Subito se possibile, comunque in congresso ricercando una sintesi unitaria. Grazie per l’attenzione che ci riserverete.
Fraternamente
Valdo Spini – Giacomo Mancini
PS: LETTERA APERTA DI SPINI E MANCINI PER L’UNITA’ DEL PARTITO
Se la può permettere una divisione del genere un partito dello 0,9%? E ancora, esistono all’interno differenze politiche così rilevanti da non permettere di aprire un vero dibattito politico unitario?

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