Rispondo molto sinteticamente dopo aver letto l’articolo:
1) una significatica riduzione fiscale …a chi? non è assolutamente chiaro.
2) prima di battersi per l’utilizzo degli OGM in agricoltura invito l’autore a farsi spiegare veramente, magari da un biotecnologo, cosa accade sui terreni interessati, su quelli adiacenti, i cui proprietari magari non vorrebbero utilizzarli, su quelli ancora più lontani fino a una certa distanza (non trascurabile);
– quali sono le dipendenze economiche dalle multinazionali che li producono;
– quali sono i vantaggi di una selezione genetica normale, che dia resistenza alle condizioni ambientali negative o alle malattie o ai parassiti o al trasporto (e non una modifica a senso unico, cioè nel senso della sterilità della pianta che va ogni anno ripiantata perchè il seme non si riproduce in caso di OGM)…
3) non si può difendere tout court la legge Biagi senza indicarne i limiti e senza riformarla imponendo condizioni di controllo affinchè i datori di lavoro non possano più usarla a scapito dei giovani lavoratori come avviene oggi.
4) last but not least: l’autore non parla di quella grande e vera rivoluzione dei costumi sociali che furono le rivendicazioni e le battaglie delle donne di quella generazione, e che diedero come risultato leggi come la riforma del diritto di famiglia, la parità sul lavoro, le leggi contro la violenza sessuale, l’accesso al mondo militare
anche per le donne, la 194 sull’ interruzione volontaria di gravidanza : qualcuno si ricorda che prima di allora gli anticoncezionali erano fuori legge?….qualcuno si ricorda che il grado di civiltà di una società si misura dal grado di rispetto e di emancipazione delle donne che la compongono?
Saluti
Marilena Arancio

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