“Precisiamo che non abbiamo contestato le contestazioni del centro-destra per il suo mancato intervento in Aula, come emerge da alcuni virgolettati di Capezzone sulle agenzie”, firmato Marco Beltrandi, Sergio D’Elia, Bruno Mellano, Donatella Poretti e Maurizio Turco. Ormai è un tormentone: ogni volta che Daniele Capezzone parla, viene rintuzzato da una contro dichiarazione sottoscritta da tutti i deputati radicali, talvolta anche dal ministro Emma Bonino. E’ successo anche di ascoltare, martellante e ossessiva, a Radio Radicale, una sequela infinita di interventi “a voce” dei deputati e del ministro, a sottolineare l’isolamento di Capezzone dentro il partito.
Che tutto ciò avvenga perché Pannella lo vuole, è fuor di dubbio, lo abbia o meno esplicitamente richiesto. L’ultimo episodio si e verificato alla Camera e riguarda la decisione della maggioranza di proporre, e del governo di accettare, lo stralcio dal disegno di legge Bersani, della materia inerente la cosiddetta “legge 7 giorni per una impresa”. Capezzone, che è il padre della legge avrebbe voluto prendere la parola in aula, ma non gli è stato consentito perché il gruppo della Rosa Nel Pugno aveva già fatto parlare Lanfranco Turci. L’on D’Elia ha invano sollecitato il vicepresidente Leoni ad applicare un articolo del regolamento che consentisse, in via eccezionale, lo strappo alla regola. E’ poi successo che Capezzone si sia recato in sala stampa per esprimere compiacimento perché il governo, stralciando la materia aveva di fatto accettato di prendere come base la sua proposta ; ma si sia al contempo lamentato perché i compagni non si sarebbero spesi troppo a suo favore. Anzi, si sarebbero opposti alla minoranza che sollecitava di lasciarlo parlare.
I toni della polemica, più ancora della sostanza rivelano quale stato di insofferenza reciproca esista ormai tra Capezzone, sempre più isolato ed il resto del suo partito. Non c’è chi non veda, ormai, come il futuro politico dell’ex segretario sia al di fuori del partito di Pannella. Difficile che sia ripresentato alle prossime elezioni che tutti stimano ci saranno il prossimo anno. Ma altrettanto difficile è che possa trovare ospitalità altrove. Raggiungere i Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash è impossibile: i rapporti non sono esattamente i migliori e, inoltre, sono troppe le attese tradite e le aspettative fra coloro che avevano seguito Della Vedova nella scissione dello scorso anno. Quanto ai “volenterosi”, essi non saranno mai un partito.
Stando così le cose, sono da prendere in sera considerazione le voci secondo le quali Capezzone potrebbe trascorrere i prossimi anni della sua ancor giovane vita fuori dall’impegno diretto in politica. In Televisione ha un buon gradimento ed anche con la carta stampata ci sa fare.
Capezzone separato in casa
Non c’è chi non veda, ormai, come il futuro politico dell’ex segretario sia al di fuori del partito di Pannella. Difficile che sia ripresentato alle prossime elezioni che tutti stimano ci saranno il prossimo anno.

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