Fino alla meta’ del settecento il carnevale a Napoli era appannaggio dei ricchi e dell’aristocrazia, e solo verso la fine del 1700 appare il carnevale popolare.
Fu merito soprattutto dei viaggiatori stranieri. Nelle corti il carnevale era considerato uno sfoggio di sfarzo e ricchezza, mentre il popolo lo viveva come l’espressione piu’ viva e sfrenata, dove venivano lanciati uova e ortaggi, si sfiorava l’osceno ed il trash non era ancora nato.
Come tutto il mondo sa la maschera tradizionale napoletana è “Pulcinella”, diventato vero e proprio simbolo del suo popolo e della città di Napoli. Figura emblematica, rappresentato sempre gobbo, con le braccia aperte e impegnato a suonare le “castagnelle” (nacchere).
Ad ogni festa di tradizione vi è un dolce che la caratterizza: a carnevale sono le “chiacchiere”. Di seguito riportiamo la ricetta di questa prelibatezza, che a Napoli viene gustata con il sanguinaccio.
CHIACCHIERE
INGREDIENTI:
400 gr di farina
50 gr di burro
1 uovo intero
1 tuorlo
½ bicchiere di marsala
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale
1 bustina di zucchero a velo
Olio per friggere
PREPARAZIONE:
Raccogliere la farina a fontana sulla spianatoia e nel centro mettere 30 dei 50 grammi di burro, le uova, lo zucchero, il sale e la marsala tanto quanto ne occorre per impastare il tutto.
Raccogliere la pasta pagnottella, spianarla con le mani e metterci sopra un fiocchetto di burro, ripiegarla in due e mettere poi un altro fiocchetto di burro, ripiegare ancora in due e così via fino all’esaurimento dei 20 grammi di burro.
Con il matterello tirare una sfoglia molto sottile e con una rotella scannellata tagliarla a strisce larghe 2 cm e lunghe 20 cm, annodarle a nastro e friggerle in olio abbondante o sugna, bollente.
Scolare le chiacchiere sopra ad una carta assorbente, disporle in un piatto di portate e spolverarle con abbondante zucchero a velo a cui si è aggiunto della vanillina.
Tiziana Marmoro

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