Gli arresti di presunti esponenti delle nuove e delle vecchie Brigate Rosse disposti dalla magistratura milanese dimostrano anche ai più sordi e ciechi quanto sia fondata e attuale l’azione che con coraggio e ostinazione sta conducendo dal 28 ottobre scorso Lorenzo Conti, figlio di Lando, sindaco repubblicano di Firenze ucciso dai terroristi il 10 febbraio 1986.
In particolare diventa ineludibile la sua domanda di chiarezza alle Istituzioni, nazionali e locali, circa i rapporti con chi ha militato nel terrorismo ed ora occupa posti delicati.
Gli arresti milanesi di persone con una “doppia vita”, terroristi e allo stesso tempo cittadini comuni, in posizioni dalle quali era loro possibile acquisire informazioni necessarie alle azioni terroristiche, anche le più sanguinarie, conferiscono ancora maggiore spessore al problema sollevato da Lorenzo Conti.
Le indagini relative all’uccisione di suo padre –come ha confermato in un recente dibattito il procuratore Pier Luigi Vigna, che le condusse- dimostrarono che i terroristi avevano goduto di ampie complicità nel contesto fiorentino.
Del resto era sempre avvenuto così e l’inchiesta milanese dimostra che tutto è cambiato.
Ecco perché Pensalibero, che ha sostenuto Lorenzo dal primo giorno e come lui non intende demordere aveva invitato ad una mobilitazione dei lettori esortandoli a fare proprie le domande che Conti continua a rivolgere al Presidente della Giunta regionale della Toscana senza ottenere risposta.
Oggi, anche alla luce degli sviluppi delle indagini milanesi, degli arresti operati, così come di recente era avvenuto in Toscana, rilanciamo la nostra campagna di sostegno a Conti.
Vi invitiamo nuovamente ad inviare al Presidente della Regione Toscana il testo della lettera da noi pubblicato.
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