Fuori il gost writer. Le ore di dibattiti televisivi e le pagine di giornale dedicate al litigio da telenovela fra Veronica e Silvio non ci hanno convinto. Saremo dei cinici ma la vicenda non ci sembra seria. Per dirla tutta siamo convinti che non sia vera. Per noi è l’ennesimo, magistrale, colpo mediatico di quell’autentico mago della comunicazione che è Silvio Berlusconi. Ma andiamo con ordine. Ce la vedete voi una donna di successo, non più giovanissima, stramiliardaria, che si offende perché il marito, settantenne, fa qualche battuta galante, ma del tutto innocente, ad una cena di gala, e che presa la penna in mano scrive, attraverso Repubblica, una lettera al marito dove gli chiede se “come il personaggio di Catherine Dunne debba considerarsi la “metà di niente”?
Il marito poi le risponde pubblicamente scrivendo a sua volta frasi del tipo “abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno. Ma finirà, e finirà nella dolcezza come tutte le storie vere”. Via non scherziamo. Berlusconi non sarà un caimano ma certo ha sullo stomaco almeno quattro dita di pelo. Ora improvvisamente si scopre innamorato come un ragazzo di vent’anni e si mette a scrivere bellissime lettere d’amore. Non ci crediamo. Vogliamo conoscere il gost writer. E’ bravo, ha sensibilità, conosce la psicologia della coppia media italiana. Gli hanno commissionato uno spot sulla famiglia e sull’amore coniugale e lui ha eseguito alla perfezione. E la rappresentazione va in scena nello stesso giorno che la Camera approva una mozione che apre la strada ai pacs. Da una parte Prodi, con quella faccia un po’ così, e la sua maggioranza, dall’altra Silvio che a settant’anni dichiara con toni lirici il suo imperituro amore alla moglie. In nome del matrimonio e della famiglia. Siamo onesti non c’è gara. Troppo bello per essere vero. Fateci conoscere il gost writer e già che ci siete anche il pubblicitario che ha avuto l’idea.
Raimondo Magnini

Che il sospetto ci sia è indubbio, è la prima cosa che mi è venuta in mente.
L’unica cosa che non quadra è Veronica Lario.
Non è la prima volta che si mette di traverso,con discrezione, rispetto all’esuberanza pacchiana dell’uomo.
Nonostante sia l’editrice de Il Foglio, notoriamente filo berlusconiano, non ha perso occasione di dichiararsi non d’accordo su certe posizioni politiche del consorte.
Non so, o lui è veramente alla frutta, e quindi ella è stata “convinta” a partecipare, oppure ….., non so che pensare.
Certo è che l’impatto mediatico previdenziale e gratuito è stato molto rilevante.
Io eviterei di continuare ad occuparcene perché in ogni caso … “il silenzio è doro” e a lui non piace, il silenzio non l’oro.
“Pole Veronica essere uguale a Silvio?!” e “Veronica e Silvio: per favore non scherziamo” : due scritti di angolazioni diverse cui, riferendomi anche alla nutrita dialettica sui pacs, rivolgo questa nota “dietrologica”.
1981, Vermicino. Mentre si soffrivano le sorti dello sventurato Alfredino, tutti distolti, si andavano a consolidare, sotto silenzio, eventi imprevisti –per qualche senso “anomali”- che portarono alla Presidenza Spadolini, dopo quasi 35 anni di governo DC.
2007. Si dibatte con dispute da stadio sui pacs. Tutti attenti –in verità confusi tra libertà, consapevolezza, trasgressione, moda, condiscendenza, responsabilità- alla salvaguardia dei “valori” propri; dell’incolto “così è se mi pare”. D’improvviso, l’ulteriore disputa –preparata e organizzata, come documentata e asserita-. E precipita il livello della attenzione, della guardia sociale, poltica. Le povertà –l’impossibilità a vivere civilmente in un paese civile di pacs e liti familiari da serie televisiva americana- aumentano. Le dignità degradano. La maggioranza parlamentare “prende atto” delle risoluzioni adottate dal suo governo.
Quale sarà la “novità” di domani? In Italia, anno 2007.
Attenderla è follia?
franchini
Avevo pensato di scrivere qualcosa di simile,poi ho preferito occuparmi d’altro.
Stomachevole gossip,presumibilmente preconcordato,di vip in pieno decadentismo culturale e morale.
Squallide trovate mediatiche,basate sui più banali luoghi comuni.Avanspettacolo spicciolo,di pessimo gusto.Politichetta di infima fattura.
Repubblica pubblica la lettera perchè ottiene un duplice obiettivo:fa notizia,vende qualche copia in più e ridicolizza il Cavaliere,grazie a quell’oca della moglie.
Ora basta,ho dedicato troppo tempo alle stupidate di Veronica e Silvio.Sono alle prese col solito problema,ho da far quadrare il bilancio familiare.
Caro amico, mi duole deluderti tanto, ma io ho posto una domanda ben precisa: perchè Repubblica si sarebbe prestata ad un gioco a favore di Berlusconi?! Nella mia infinita banalità, da te ampiamente certificata, sono però pragmatica. Se poi un’analisi ironica delle vicenda, con tanto di Cacciari e Yespica, risulta più vera del vero…ciò dipende da chi legge, non da chi scrive.
sono perfettamente d’accordo con l’analisi di raimondo.. ovviamente si tratta solo di una sensazione ma fin dall’inizio ho avuto la sensazione che la coincidenza con la discussione sui PACS fosse troppo coincidenza per essere casuale.
Inoltre, francamente, nell’atto di accusa manca l’habeas corpus.
E il tutto si risolve in uno spot sulla famiglia e nel rendere simpatica l’immagine di Berlusconi di fronte al grigiore ,zalla tristezza dei fassino, dei prodi , nel renderlo “saporito” di fronte all’immagine dietetica dei rutelliani … quanti di noi ,in fondo ci siamo trovati a commentare…eh, ma che birba eh, quel
Berlusconi vorremmo essere al suo posto
ecco , uno di noi ,in fondo
Bravo.
Una analisi “diversa” della situazione. Potrebbe non essere reale ma è suggestiva ed intelligente…
Esattamente l’opposto dell’articolo di ChiBo che, come al solito, scrive senza argomentazioni, difendendo la genuinità, la classe, l’intelligenza, la cultura della sig.ra Berlusconi… perchè lei parla con Cacciari e lui con la Yespica!!! Ma mi chiedo: ChiBo quali notizie di prima mano ha per sapere delle qualità della signora?? bah, forse la conosce… Chibo, prima o poi riuscirai a fare un articolo intelligente come questo… un articolo suggestivo, malizioso…. anzichè le banalità da mercato.
Caro Raimondo, permettimi di fare la parte del diavolo: perchè mai Repubblica si sarebbe prestata ad un simile complotto mediatico volto a rinverdire l’immagine di Berlusconi?! A me pare che invece si sia prestata, volentieri, al tremendo sgambetto di una donna che ha saputo colpire duro il marito che emanava proclami politici a difesa della famiglia. Si può essere d’accordo o meno sul metodo, ma la sostanza è tutta emotiva, ovvero: vendetta, tremenda vendetta…Con l’affetto di sempre. Chiara.