Una strage e un macigno su speranze coltivate per anni. Forza Italia in Toscana si sente frustrata e offesa dalle decisioni sulle candidature per le elezioni del 9 aprile.
Si salvano solo alcuni esponenti con incarichi nazionali o di governo: il presidente del Senato Pera, il sottosegretario Baldini (al Senato), il sottosegretario Tortoli e il coordinatore regionale Verdini (alla Camera). Fuori tutti gli altri a cominciare dall’on: Monica Baldi relegata in posizione che non da speranze.
Il malcontento è palpabile ed è già sfociato in gesti clamorosi: l’ex capogruppo regionale Zirri ha lasciato il partito per accettare la candidatura offertagli dall’UDC.
I vertici nazionali di Forza Italia hanno dimostrato una volta di più di non tenere in alcun conto le proprie rappresentanze territoriali, mortificandole alla vigilia di importanti appuntamenti che riguarderanno Lucca, Arezzo e Grosseto.
Se il risultato elettorale sarà buono per effetto della campagna svolta nel paese da Berlusconi in prima persona, il generale malessere potrà essere in parte riassorbito. Altrimenti….
Forza Italia: strage di candidati locali
I vertici nazionali di Forza Italia hanno dimostrato una volta di più di non tenere in alcun conto le proprie rappresentanze territoriali, mortificandole alla vigilia di importanti appuntamenti che riguarderanno Lucca, Arezzo e Grosseto.

Io credo sarebbe importante una precisazione sono davvero “i vertici nazionali di Forza Italia ” i responsabili di tutto questo ? Nessuno ricorda i tempi lunghissimi e gli esiti delle designazioni locali in Toscana ? Berlusconi non si rende conto che tra i suoi vassalli e valvassori c’è qualcuno che – per affermare se stesso- porta a fondo anche lui ? Certi consiliori possono essere i nemici decisivi…..
Gli effetti si faranno sentire ora e, poi, alle amministrative in programma a Grosseto, Siena, Arezzo e Lucca.
Di pezzi Forza Italia, in Toscana, continua a perderne in continuazione: ultimamente non solo Zirri, ma anche Enrico Ferri (candidato con l’Udeur) e il figlio Jacopo, che è anche consigliere regionale.
Cadono le foglie; Verdini e i suoi cari restano attaccati a ciò che resta. Sempre meno!