Il 6 agosto Prodi si è autodefinito un baby politico “Sono in politica da dieci anni, sono giovanissimo come politico, sono un baby politico” ha detto a Alain Elkan in un’intervista.
Prodi non dice la verità perché è stato Ministro dell’Industria con il III Governo Andreotti dal novembre 1978 al marzo 1979 per soli sei mesi, ma, certo, Andreotti non avrebbe scelto un pivellino per offrire un dicastero.
Prodi è stato Presidente dell’IRI dal 1982 al 1989: ma governare l’IRI non è fare Politica con la P maiuscola? Certo Prodi non ha governato molto bene l’Istituto fondato da Beneduce nel 1933,
perché i vari governi succedutisi in quegli anni hanno dovuto dare molto denaro all’IRI per ripianare le perdite di tante grandi aziende decotte. L’aggravante è che Prodi non è docente di economia ma di Economia industriale, proprio la materia che insegna, tra l’altro, a formulare, esempio i piani industriali di risanamento.
La storia dell’IRI di Prodi ha inoltre dei lati oscuri. Basti ricordare, per esempio i famosi “fondi neri”, le grosse perdite di crediti non riscossi a seguito della politica di espansione nei paesi in via di sviluppo, quale la famosa vicenda del porto di Bandar Abbas che sarebbe costato 500 milioni di dollari alla Fincantieri. E come non ricordare lo scandalo della Banca azionale del Lavoro, banca dell’IRI che, attraverso la filiale di Atalanta aveva inviato tra il 1985 e il 1989 cinque miliardi di dollari all’IRAQ di Saddam Hussein?
Prodi è stato all’IRI un vero e proprio politico che ha mediato grossi interessi finanziari con una certa inettitudine, che certamente non si è messo una lira in tasca, ma sicuramente ha tolto molte lire dalle tasche degli italiani.
Andando ancora più lontano nel tempo, esattamente 31 anni fa, Prodi è stato il Presidente per 4 anni della Società editrice Il Mulino, e non si dica che una così prestigiosa Casa editrice non sia un valido strumento per entrare nel giro culturale di tipo politico.
Nel 1981 ha fondato Nomisma, una importane società di studi economici presiedendo il comitato scientifico fino al 1995.
Secondo il Daily Telegraph del 12 giugno 199, tra il 1991 e il 1993 la società di Bologna Analisi e studi economici (ASE), controllata da Prodi e dalla moglie, aveva ricevuto per consulenze 1.400.000 sterline. I fondi, secondo il segretario della società provenivano dalla banca americana Goldman Sachs e la multinazionale americana General Electric. Pietro Gnudi, invece dichiarava che il denaro proveniva da Goldman Sachs e dalla società anglo-olandese Unilever.
Quando Prodi si insediò nel 1996 a Palazzo Chigi, dopo qualche mese dichiarò che non aveva mai accettato consulenze in Italia e per questo motivo aveva scelto la banca Goldman Sachs.
Domanda: con questo curriculum Prodi con quale coraggio ha dichiarato che è un baby politico? Per modestia o per non far dimenticare anni avventurosi nei meandri della grande finanza, dei poteri forti, di complesse e grigie, se non nere, vicende a livello internazionale?
Comunque oggi le inviamo i migliori auguri per il Suo compleanno.
Battista l’Archivista

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