Fra passato e futuro, con un inconfondibile imprinting craxiano (una politica, la sua, che precorreva i tempi), il PSI si appresta a calcare nuovamente la scena politica italiana. L’ unità sembra profilarsi nel prossimo autunno, per mano di Craxi e De Michelis, con Boselli a fare gli onori di casa: succede 12 anni dopo Tangentopoli, quando Bettino abdicò forse troppo infaustamente e con lui il Garofano, sull’ onda di auspicabili nuovi corsi politici, fin qui (come abbiamo avuto modo di vedere) ben lungi dall’ esser tali.
Rientrano, i socialisti, per recuperare la loro tradizionale collocazione di sinistra, “fedelmente all’ ideologia di mio padre”, come ha rimarcato Bobo Craxi; d’ altronde, trasformismo finchè si vuole, ma un partito di storia e concetti come quello Socialista mal si colloca in un governo di centrodestra. Tutto ciò non senza un’ occhio di riguardo verso la “Giovine Italia”, movimento di una Stefania Craxi alle prese con una scelta più personale che ideologica, privilegiante una stima reciproca e longeva col premier Berlusconi.
Tuttavia l’ obbiettivo unitario-socialista si contestualizza nel progetto Unione (lavori in corso!): Nuovo PSI e SDI contano di dare alla sinistra un’ impronta di tipo laburista, sul modello inglese, più europeista e moderata, discostandosi da Zapatero; si prevede perciò un confronto con la la sinistra radicale che non sarà una passeggiata.
C’ è da sperare che le nuove correnti socialiste, già attribuite a DS e Margherita ma ancora da riprovare, riescano in quella politica di discontinuità che il governo attuale sembra poco incline a praticare e sulla quale l’ opposizione deve ancora esprimersi. Come si spera anche che vecchie filosofie politiche portino fiducia nuova in un ambiente a cui propositi “nuovi” poco hanno giovato.
Per il resto, è doveroso l’ augurio di ben tornato a quel Partito che ha cresciuto uomini del calibro di Pertini, Nenni (oltre allo stesso Craxi), padri costituenti, e i cui ideali, che dir si voglia, sono sopravvissuti a inchieste giudiziarie di qualsiasi sorta.
Guido Darii

Secondo me il difetto sta proprio nel fatto che sia Boselli a “fare gli onori di casa”. Quale casa ….? Intanto ,anche in Toscana, osservo come la politica della SDI dipenda strettamente dalle poltrone del Monte dei Paschi………e poi mi pare che certi sedicenti socialisti ( forse che possa bastare una consanguineità ed una omonimia a fare una “politica che precorra i tempi”?) seguano più ondivaghi interessamenti carrieristici ,che affermazione di valori e di ideali politici . Non mi pare di aver sentito nessuno affermare di voler rimettere il proprio incarico (ben remunerato )concesso grazie ad una collocazione “innaturale”, per cercare di affermarsi nuovamente con forze e soprattutto idee politiche proprie , baciati dal sol dell’avvenire ! Più che una nuova era di affermazioni politiche e di soddisfazioni ,a me sembra di entrare in un ennesimo periodo di miserabile affermazione di interessi personalistici…..dove la politica (questo interessa la cittadinanza ) c’entra come il cavolo a merenda . E se la politica (la gestione della cosa pubblica)resta fuori dalla porta ,saremo in un mondo che di socialista avrà ben poco ,oltre ai discorsi….in uno sventolìo di banderuole ,rosse o nere ,dell’ Islam e dell’Arcigay (e queste due difficili da far convivere !)