Dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti.
(K.Popper)
A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada.
(Winston Churchill)
La vittoria di Marine in Francia dovrebbe essere un esempio/monito per salvaguardare l’Europa da una possibile e probabile emulazione, secondo la sinistra. Ma se va avanti così salta pure lei. Di quali disastri sia capace nella sua arrogante e presuntuosa certezza di aver sempre ragione e nella sua incapacità nel recepire i numerosi immusoniti segnali di estrema scontentezza e qualche volta di aggressività provenienti dalla gente comune. Alla faccia di chi pensa che la sinistra sia costituita da chi difende i deboli. Il voto francese conferma che gli europei responsabili si sono rotti i coglioni di questa dissennata politica dell’immigrazione. Il premier Valls considerato dalle sue parti la destra della sinistra, il primo poliziotto di Francia, il Sarkozy socialista, il Blair francese e dalle nostre parti il Renzi del parti socialiste, ha addirittura avvisato che il Front National rischia di portare “a una guerra civile”. Arrampicandosi alla rinfusa e alla disperata su quel viscidume che gli viene a portata di mano mettendo in guardia gli elettori dal programma di Marine che considera “una fregatura che inganna la gente”. Brutta roba, non per nulla sono i nostri cugini. Abbiamo lo stesso DNA. E usiamo gli stessi metodi terroristici. Spesso per difendere l’indifendibile e coprire gli errori macroscopici del passato recente con lo spauracchio di quelli di un passato remoto. Sventolando gli orrori di un nazismo ormai morto e sepolto se non nella mente di sparuti gruppuscoli.
Intanto Hollande ha cominciato a pagare. Pagherà Merkel. E soprattutto pagherà il tentennante Renzi se continua così, senza parlare dell’affair bancario. Il voto francese ha un solo inequivocabile significato: la Francia ai francesi, la Germania ai tedeschi, l’Italia agli italiani. Tutto il resto è noia..
Il piglio bellicoso della destra esasperata non ci piace ma un po’ di fermezza e decisionismo, si. Con nervi saldi naturalmente . Senza troppi temporeggiamenti e procrastinazioni. Sappiamo tutti che non è facile ma purtroppo tante avvisaglie del passato prossimo sono state sottovalutate. Questo è il reale errore grossolano dei governanti occidentali dalla fine del secolo scorso a questo scorcio di millennio.
La Marine sotto la tour Eiffel sarà pure una statalista ma il fatto che abbia battuto Hollande l’inventore della tasse al 75% non ha prezzo.
Senza contare il paradosso di moderati e i liberali che spingono per la guerra all’Isis e al sultanato e i radicali – di sinistra, di centro e di destra – invece frenano.
“Si vis pacem para culum, riassumerebbero i goliardi la posizione del governo; ma questa linea prevale da decenni nella repubblica italiana, Renzi ne dà solo una versione brillante. Il fanatico è un ventriloquo dell’Assoluto. La matrice di ogni violenza è nella pretesa del soggetto di ergersi a Supplente della Sorte, giudice e boia dell’umanità e decretare nel nome di un Assoluto chi sono i salvati e chi sono i dannati”. Per dirla con l’ottimo Veneziani. Uomo di destra intelligente e saggio preciso nelle sue analisi.
Non siamo guerrafondai ma non si può soccombere senza difesa. E il tergiversare e il dondolare in modo esagerato alla fine dà la stura a una reazione altrettanto esagerata e esasperata. E magari irreversibile e molto pericolosa.

Pezzo condivisibile e che mette in evedenza che , se una volta, il voto al FN era un voto di protesta, adesso è un voto di adesione, Marine le Pen è passata dal 9,5% al 30 %, dal 2010 ad oggi. Valls, e anche Renzi con il M5S, dovranno rendersene conto. Gli inciuci tra destra e sinistra in Francia, l’apparato di potere che hanno, hanno impedito alla maggioranza dei francesi che si era espressa al primo turno con una valanga Blue Marine, che uno dei suoi candidati e lei stessa siano stati eletti al secondo turno, ma anche questa è un’altra vittoria, per il seguito, di Marine Le Pen, e per gli altri, una vittoria di Pirro, o una vittoria che si ritorcerà loro contro.