I canti della Grande Guerra
in collaborazione con il
Comitato Fiorentino per il Risorgimento
Coro Sociale di Grassina diretto da Ginko Yamada
Domenica 1 novembre 2015, alle ore 10.45
presenta Franco Menicacci
Programma
Và pensiero, da “Nabucco” di G. Verdi
O’ surdato ‘nnamurato
Ta pum
Quel mazzolin di fiori
Montegrappa
Il testamento del capitano
Sul ponte di Bassano
Ninna nanna delle 12 mamme, di O. Spadaro
La leggenda del Piave
I canti affidati alla sensibilità, alla passione, al’interpretazio- ne dei coristi di Grassina sono un racconto, un ricordo, un documento della Grande Guerra. Che, cento anni or sono, vide la violenza e gli errori – su tutti i fronti – di strategie mi- litari perverse; ma insieme la capacità di sacrificio, l’attitudi- ne alle fatiche e l’ingegno dei tanti chiamati alle armi.
Agli ordini di battaglia per i primi anni tanto spietati quanto improduttivi dei comandi generali fecero riscontro l’intel- ligenza, il valore, l’umanità di migliaia e migliaia di ufficiali che nelle trincee vollero e seppero essere di conforto, istru- zione e guida ai nostri soldati, vivendo accanto a loro e combattendo davanti a loro.
Musica e parole sono nate fra i soldati, da melodie di antiche canzoni di alpini, contadini, minatori; alcune sono canzoni d’autore, come O surdato ‘nnamurato, o La leggenda del Piave. Tutte hanno accompagnato le faticose marce, i giorni di atte- sa, la perdita di tanti compagni colpiti dal tiro dei cecchini o delle mitragliatrici. Raccontano la nostalgia per la casa, l’af- fetto per la mamma, l’amore per la donna; e insieme parlano della montagna, della neve, delle stelle alpine; e ci dicono il valore e il senso del dovere dimostrato – dai volontari e dai comandati – in quattro lunghi anni, dalle undici battaglie dell’Isonzo alle tre battaglie del Piave, sul Carso, sul Grappa, verso Trento e Trieste.
Cento anni fa la Grande Guerra chiamò l’Italia alla prima, drammatica prova della sua storia di nazione giovanissima. Terribile prova, alla quale il nosro Paese riuscì a rispondere, superandola, vincendola sul piano della resistenza militare e di quella civile.
Il pensiero, con la musica dei canti, va ai nostri nonni e bisnonni al fronte, alle nostre nonne e bisnonne nei campi e nelle città, con la memoria di quello che seppero fare e di- mostrare in quegli anni della nostra storia.


Lascia un commento