
E’ normale che il numero 1 di Banca Intesa lasci il suo posto per fare il ministro in un governo che potrebbe durare solo pochi mesi?
Non scherziamo: non è normale. Potremmo credere ad un atto di generosità visto che per Corrado Passera questo significa ridursi da10 a1 il proprio emolumento. Ma, a rendere poco credibile questa ipotesi sta il fatto che Banca Intesa è la testa di ariete di quella fitta rete di interessi della cosiddetta Finanza cattolica che è stata al centro di tutte le più importanti manovre finanziarie e politiche che hanno contraddistinto la storia italiana negli ultimi decenni.
Vista la sua composizione, il governo Monti ci piace ancora di meno. Conferma tutti i sospetti che abbiamo esposto negli ultimi diciotto mesi: i poteri forti che hanno deciso di giocare in prima persona togliendo di mezzo l’esile velo della classe politica dietro al quale stavano “nascosti”; la democrazia commissariata; i contribuenti italiani spremuti per rimborsare non solo il nostro debito ma anche quello della Grecia nei confronti delle banche tedesche e francesi.
Oggi possiamo aggiungere un paio di considerazioni ulteriori:
- da ora in poi, il conflitto di interessi è un argomento che perde corso legale. Il governo Monti possiede un tale groviglio di interessi (finanza, banche, università, trasporti, stampa) che persino l’espressione “conflitto di interessi” sarà bandita dai giornali;
- il dissenso e le critiche al governo saranno parimenti oscurati dalla grande stampa (i principali giornali, le televisioni più importanti).
E’ il vecchio che ha giocato le sue ultime carte per impedire l’affacciarsi di qualsiasi novità. Con immagine calcistica si può dire che i titolari erano in panchina (cioè dietro le quinte) e sono scesi in campo dopo che le riserve avevano dimostrato di andare incontro ad una batosta.
Rispetto alla famelica classe politica che abbiamo visto fino ad oggi, questa è almeno gente che sa stare a tavola, ne conveniamo.
Ma il problema vero è che la partita non si gioca al nostro interno fra due squadre opposte. La vera partita si gioca in trasferta ove occorre riequilibrare il potere dell’asse Germania-Francia. E abbiamo forti dubbi che la si possa e, neppure, voglia giocare quando tranquillamente si accetta di mandare a ramengo la nostra sovranità facendoci imporre i governi.
In conseguenza di tutto ciò, persino Berlusconi appare rigenerato. C’è da credere che, candidato o no, del centrodestra alla presidenza del consiglio, sarà nuovamente protagonista alle elezioni che ci auguriamo si svolgano prima possibile. Quanto al centrosinistra, non solo non si conosce il progetto alternativo, ma nemmeno quale nuovo Prodi contrapporrà a Berlusconi o al suo delegato.
Forza Renzi!

Cara Maria Rita,
non decontestualizziamo per favore. Se dovessimo davvero ritrovarci alle prossime elezioni al dilemma Berlusconi Prodi o loro controfigure (come ipotizzo nel mio articolo), non viva Renzi. Mille volte viva Renzi (e chiunque altro). Va meglio così?
caro Nicola Condivido tutto il tuo articolo escluso il finale. Renzi continua a non convincermi. Per i miei gusti parla troppo e agisce poco se non pro domo sua e , con questi chiari di luna non abbiamo proprio bisogno dell’ennesimo illuminato sulla via di Damasco (leggi Arcore). Rottamare sì ma nel senso di svecchiare in positivo, eliminare la casta dei “vecchi barbogi” tronfi solo delle proprie memorie, nel migliore dei casi e delle loro tante dimenticanze (vere o fasulle?) troppo spesso.
Caro Nicola,
Fatico a concentrarmi sul tuo articolo, perché è stato confermato che i neutrini viaggiano più veloci della luce!
Questo significa che se da Roma mandano un neutrino a Washington e quando li lo ricevono rispondono inviando un neutrino, questa risposta arriverà prima che il primo neutrino sia stato inviato.
Questo significa che almeno a Roma, non esiste alcun libero arbitrio, se ricevano il neutrino risposta, cacasse l’universo, devono spedire il loro neutrino.
Correzione era cascasse!
Quando ho lasciato il mio primo commento non era ancora comparso quello di Orsini, che propone un’analisi condivisibile. Però, secondo me (vedi l’articolo “Una guerra non dichiarata”), il problema è molto più vasto e ormai ha scavalcato non solo le politiche economiche italiane, ma anche quelle europee e non può quindi essere risolto senza l’introduzione di nuove regole che limitino quei poteri finanziari che ci hanno portato fin qui. Proprio quei poteri che, invece, sembrano stare nel nuovo governo. Ma, come dicevo, vedremo….
Condivido l’analisi di Nicola, compreso il “Forza Renzi!” con il quale chiude il suo articolo. In merito alle osservazioni “democratiche”, mi pare che non tengano conto del fatto che la “Politica” e la “politica” sono fatte con gli stessi strumenti: i poteri che sostengono l’azione dei candidati.
Quello che conta, però, sono appunto i candidati. Perché quando Renzi dice di fare gli interessi dei cittadini tale proposito appare credibile e quando, invece, lo dice Monti no? E’ solo una mia impressione?
Un’altra differenza è che quando Renzi ha incontrato il Papa da sindaco, laicamente non gli ha baciato la mano (se poi lo fa in privato è un suo diritto) e, invece, la prima notizia su Monti (con tanto di servizio video) è stata quella del suo recarsi alla Santa Messa.
A me sembra vi sia una bella differenza, quantomeno di stile.
In pratica, nel governo Monti non sono rappresentate tutte le anime dell’Italia ma solo la parte finanziariamente più “pesante” e, questo, non lascia presagire niente di buono per gli elettori che non hanno potuto dire la loro.
Ma vediamo cosa succede…….. E’ inutile dire che spero di sbagliarmi.
Egregio Direttore,
tutto lodevole. Ma quando dice Forza Renzi, ripensando alle logiche sopra espresse, non le viene da sorridere ripensando alle forzate assunzioni nelle segreterie (con dirigenti “a chiamata” scelti tra ex assessori e peones delle primarie), al controllo di banche come la BCC di Pontassieve o di Fondazioni come la recente operazione Ente Cassa? In tutte le operazioni il marchio del Sindaco fiorentino è chiaro, ben marcato. Idem nelle partecipate. ATAF, parcheggi, musei fiorentini. In ogni dove un suo perché.
Il renzismo inteso come “scossone” alla classe politica è sicuramente un bene. Il metodo Renzi no. La corte dei conti canta.
PS. approfitto comunque per fare a lei ed ai suoi collaboratori i miei più sentiti complimenti. da quando Claudio mi ha segnalato il sito sono spesso sulle vostre pagine.